Ribolla Gialla Millesimato Brut Onedis 2022
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 01/2024
Tipologia: Vino Bianco Spumante
Vitigni: ribolla gialla
Titolo alcolometrico: 12%
Produttore: PIERA 1899
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 15 a 18 euro
La ribolla gialla è un vitigno versatile e legato indissolubilmente al suo territorio d’elezione: il Friuli-Venezia Giulia. La suddetta regione, situata a nord est del bel Paese, è protetta dalle Alpi e bagnata dal mar Adriatico. Confina con l’Austria e la Slovenia. Questa volta ci troviamo a San Quirino, in provincia di Pordenone, dove la cantina Piera 1899 produce sei linee di vini tra cui Selezione di Piera (protagonista di questo articolo) che raccontano in gran parte l’essenza vitivinicola di questa affascinante e antica regione di confine.
Piera 1899 è soprattutto la storia di una donna creatrice di vini. Attorno al 1992 Piera Martellozzo viene scelta dal padre per seguire la piccola azienda vinicola di famiglia situata in provincia di Padova. In due decenni, dopo aver trasferito e consolidato la sede in Friuli, l’azienda è diventata una delle realtà vinicole di riferimento del Nord-Est con oltre un secolo di storia alle spalle. La viticoltura è da sempre tra le attività più importanti in Friuli e la caparbietà di tutti coloro che abitano queste terre il valore aggiunto. La valorizzazione dei vitigni autoctoni è ciò che a mio avviso, soprattutto in futuro, potrà fare la differenza. – Il Friuli sta dando nuova vita alla ribolla, da sempre conosciuta e utilizzata come blend nei vini regionali, attraverso un percorso di crescita e di studio e grazie alle sperimentazioni in cantina che portano a un prodotto di successo sempre più apprezzato e conosciuto anche all’estero – racconta Gianpietro Poveglian, enologo della cantina Piera 1899. Negli ultimi anni ho assaggiato anche delle versioni spumantizzate che mi hanno pienamente convinto e il Ribolla Gialla Millesimato Brut Onedis 2022 non fa eccezione.
Attraverso il suo nome riassume tre punti fondamentali della filosofia aziendale: territorio, tradizione e sperimentazione. Tra i più antichi vitigni autoctoni friulani, la ribolla gialla era già nota nel medioevo e coltivata fin dall’epoca romana. Oggi la sua zona d’elezione è la fascia collinare friulana a ridosso delle Dolomiti, al confine con la Slovenia. L’origine del nome deriva infatti dallo sloveno rébula, diventato poi in dialetto friulano ribuele e in italiano ribolla. La presenza sostenuta dell’acidità naturale si diceva facesse “ribollire” il vino. Questa particolare acidità ben si presta alla spumantizzazione. Le colline del Grave in altura e la storicità del vitigno sopracitato, allevato da mani esperte s’intende, possono dar vita a nuove frontiere enologiche attuate per massimizzare l’espressività della ribolla e della viticoltura friulana. In nessun modo per dare seguito alle mode del momento. La natura fa sempre il suo corso indipendentemente dalla volontà dell’uomo, dunque la variabilità delle annate gioca un ruolo fondamentale. La vendemmia 2022, giudicata ottima, offre un vino di buona struttura, considerevole acidità ed equilibrio. La forte incidenza del sole ha regalato al vino profumi caldi e avvolgenti e un’espressività di tutto rispetto.
Il microclima fresco-umido dei boschi circostanti e delle alture, gli stessi che caratterizzano un territorio ricco di biodiversità, è stato l’ideale per produrre il vino che mi appresto a degustare. Uve ribolla gialla allevate a guyot su terreni, con alternanza di marne e arenarie, della fascia collinare friulana a ridosso delle Dolomiti. Il vino viene prodotto secondo il metodo charmat lungo e ha un residuo zuccherino pari a 8 – 10 g/l. Gli acini subiscono una pressatura delicata a cui segue una decantazione naturale del mosto a freddo. La fermentazione avviene in serbatoi d’acciaio a una temperatura di 14°-15° C, la presa di spuma in autoclave a 13°- 14° C per circa nove mesi.
Veste paglierino carico, tonalità calda amplificata da un perlage continuo e minuto. Al naso è un trionfo di frutta fresca e golosa: mela annurca, pesca noce e un agrume stimolante tra il cedro e il pompelmo. Eleganti pennellate floreali di ginestra-mimosa e un’eco salmastra ad impreziosire l’insieme; pepe bianco e leggero smalto in chiusura. Sorso snello e al contempo incisivo, sapidità e centro bocca di spessore; nonostante ciò il vino scivola con disinvoltura “sgrassando” alla perfezione un piatto di cannelloni ripieni di ricotta, spinaci e abbondante besciamella. Quattro chiocciole ben nutrite.