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Nebbiolo d’Alba Extra Brut Rosé Cuvée San Rocco 2022

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione:
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Data degustazione:
07/2025


Tipologia: DOC Rosato Spumante
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: TENUTA CARRETTA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 17 a 22 euro


Il Piemonte è stata la prima regione d’Italia a produrre vini metodo classico già nel Ottocento. Eppure, quando si pensa alle nobili bollicine del bel Paese vengono subito in mente altre regioni: Trentino, Lombardia e Alto Adige. La musica sta cambiando gradualmente grazie al contributo dell’Alta Langa Docg, al suo disciplinare piuttosto severo, e alla dedizione di tanti produttori – impegnati anche in altre denominazioni – seriamente motivati a produrre vini che rispecchino fedelmente le peculiarità della categoria sopracitata.
Tenuta Carretta, realtà vitivinicola affermata di Piobesi d’Alba (CN), è tra i brand di maggior successo della famiglia Miroglio. La passione per il nebbiolo li ha portati a percorrere diverse strade, tra cui quella del metodo classico, cercando di restituire tutta la freschezza che il vitigno porta con sé e un carattere prettamente langhetto. Il Nebbiolo d’Alba Extra Brut Rosé Cuvée San Rocco 2002, prodotto in un’annata tra le più calde che il sottoscritto ricordi, mi ha stupito proprio per la totale assenza di peso, per il suo slancio e coerenza nei confronti del re dei vitigni piemontesi.
Le uve nebbiolo vengono raccolte nei filari di San Rocco, all’interno del comune di Alba. In cantina si inizia con la pressatura, dopo poche ore di macerazione sulle bucce il mosto fiore viene posto a fermentare a una temperatura di 16°C e ad affinare in tini di acciaio inox per un minimo di sei mesi. All’imbottigliamento per la presa di spuma, nell’aprile successivo alla vendemmia, segue un periodo di riposo in bottiglia di un anno e mezzo che precede la sboccatura.
Versiamolo dunque all’interno di un calice mediamente ampio: la prima cosa che cattura l’attenzione è il perlage estremamente fine, regolare, in grado di amplificare una bella tonalità buccia di cipolla. Timbro olfattivo mediamente intenso caratterizzato da ricordi floreali variegati, lievemente appassiti, aromi di panificazione, frutta secca e susina nera; con lieve aumento di temperatura affiora il comparto minerale. Quest’ultimo torna anche in bocca, grazie ad una sapidità pronunciata e un buon allungo; la freschezza è tra le cose che ho apprezzato di più di questo vino che si colloca ad un passo dalla quinta chiocciola. Pesce spada spadellato con capperi, olive taggiasche e pomodori datterino.

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