Montereggi Cabernet Sauvignon 2018
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2020
Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: cabernet sauvignon
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: VILLA BIBBIANI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro
Una villa storica, del XVI secolo, che la famiglia Frescobaldi ha trasformato in villa signorile; due secoli dopo è passata a un’altra famiglia, i Marchesi Ridolfi, che ad opera di Cosimo, politico, filantropo e agronomo ha conosciuto il suo massimo splendore.
Da un certo tempo, purtroppo, stava subendo un lento declino, per fortuna se ne sono innamorati il magnate americano George Mc Carrol Rapier III (originario di Dallas e proprietario di un’azienda di servizi sanitari in Texas) e sua moglie Kimberly, che l’hanno acquistata per 10 milioni, ai quali ne hanno aggiunti altrettanti per restaurarla, un lavoro lungo che non è ancora terminato, poiché oltre alla villa ci sono molte pertinenze collocate nella proprietà come serre, padiglioni, un grande arco in pietra, la fattoria e alcuni locali per uso agricolo quali il frantoio, la falegnameria, i depositi, le cantine, le scuderie e un piccolo porto privato. George e Kimberly hanno già recuperato le cantine e il frantoio, consentendo la ripresa delle attività nel 2018, sotto la guida dell’enologo Leopoldo Morara.
Il 2020 è stato l’anno della ripartenza commerciale con il vino simbolo dell’azienda, il Chianti Montalbano.
Ora è la volta del Cabernet Sauvignon Montereggi 2018, la cui etichetta raffigura il fiore di Liriodendro, conosciuto come albero dei tulipani, che il Marchese Cosimo Ridolfi coltivava nel suo parco botanico.
Le uve del Montereggi sono state vendemmiate manualmente a settembre, subendo una prima cernita attenta, seguita da una seconda effettuata in cantina. Il trasferimento nei serbatoi in acciaio non è avvenuto tramite pompe enologiche ma per gravità; la vinificazione si è svolta a una temperatura controllata tra i 25 e i 28 gradi. La macerazione sulle bucce è durata quasi 20 giorni, durante la quale sono state effettuate follature soffici con un braccio meccanico che riproduce l’antica lavorazione manuale con bastoni. Il vino ottenuto è stato trasferito in barriques di rovere francese dove è maturato per 8 mesi, a cui sono seguiti sei mesi di affinamento in grandi botti da 25 ettolitri.
Per inciso, al momento è un vero peccato assaggiare questo vino, il lungo passaggio nei legni ha bisogno ancora di un po’ di tempo per essere assorbito. Al naso come in bocca si percepisce tutta la cremosità, le note speziate, il caffè tostato, il cacao, la liquirizia, il ginepro, il cardamomo, la noce, il tabacco da pipa, c’è molto materiale espressivo, ma sta ancora cercando di equilibrarsi, di trovare un dialogo unico fra frutto e legno che ne esalti lo spessore, la profondità. Il tempo gli darà sicuramente ragione, per ora è consigliabile aspettare.