Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2006
E’ quanto mai buffo rilevare sulla scheda di questo vino presente sul sito di Paola di Mauro, proprietaria dell’azienda Colle Picchioni, un’incongruenza nell’uvaggio fra la versione scritta in italiano e quella in inglese. Infatti se nella nostra riferisce che il vino è composto da 60% di malvasia, 30% di trebbiano e 10% di semillon, nella versione inglese recita 50% malvasia, 35% trebbiano, 5% semillon e “altri” 10%. Ora, cosa abbia spinto chi l’ha compilata a dare due differenti versioni non è dato saperlo, ma questo non influenza minimamente (ci mancherebbe altro!) il giudizio su questo bianco laziale. Il colore è giallo paglierino intenso con evidenti riflessi dorati, mentre il bouquet si apre deciso e di gran pulizia, con belle note floreali di ginestra e lavanda, leggero gelsomino, ma la varietà di uve che lo compone non è certo tale da fermare l’impianto odoroso alla sola, per quanto gradevolissima, suggestione floreale, bensì si apre generosamente a deliziose note frutate composite di mandorla, nocciola, ananas e pesca gialla maturi, il tutto corroborato da un’elegante mineralità. E nel saggiarne il liquido, non turba affatto sentirlo leggiadro, fresco, equilibrato e senza presunzioni di potenza, ma di sorridente serbevolezza, sapido, sobrio e affatto stucchevole nel quasi lungo finale fruttato e con ricordi di miele di acacia. Il prezzo è più quello che ci si aspetterebbe in un’enoteca, ma non è la prima volta che constato all’Emmepiù assai irrisori vantaggi nell’acquisto di vini. Però per questo Donna Paola, possiamo chiudere un occhio, perché i 9,35 euro sono comunque ben spesi. Servitelo attorno ai 10-11° C con pasta alle sarde, gnocchi alla ronmana, dentice al cartoccio, scorfano in umido bianco.