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Langhe Nebbiolo Perbacco 2022

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: 
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Data degustazione:
02/2026


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: VIETTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 24 a 28 euro


All’interno dell’articolo dedicato all’azienda Vietti, e alla sua ultima avventura tra i Colli Tortonesi, faccio riferimento alla nuova gestione Kyle Krause – tale dal 2016 – che è riuscita a rendere ancor più appetibile la gamma di vini. L’ha fatto anche grazie ad alcune etichette di “facile approccio”, soprattutto in termini di portafoglio. È impossibile nascondere il tema che i prezzi dei vini prodotti in Langa, nell’ultimo decennio, abbiano fatto un balzo in avanti di grandi dimensioni; è altresì vero – però – che esistono tutta una serie di prodotti ancora in grado di scattare idealmente un’istantanea legata al territorio a prezzi modici. Giusti. Alla portata di tutti insomma.
Il Perbacco di Vietti avvalora la mia tesi al 100%, e anche in un’annata calda e siccitosa come la 2022 è riuscito a farmi godere appieno di tutte quelle sfumature che – ormai tanti anni fa – mi hanno fanno innamorare nel nebbiolo allevato in Langa. Le uve utilizzate provengono da diversi vigneti nelle zone di produzione del Barolo e del Barbaresco. Talvolta si ha proprio bisogno di vini di questo tipo: da bere anche giovani, magari ad una temperatura che va dai 14 ai 16°, che hanno tutte le caratteristiche proprie del territorio ma che godono già di un equilibrio lievemente più centrato, grazie ad un’idea che nasce in vigna e si realizza in cantina. A tal proposito si parte da una fermentazione alcolica che dura circa 3-4 settimane ad una temperatura di 28°-32°C. Segue la fermentazione malolattica in acciaio e/o barriques. Tutte le vigne sono vinificate e invecchiate separatamente, fino al momento in cui si selezionano i lotti che verranno usati in quell’anno per il Langhe Nebbiolo e quelli che proseguiranno l’affinamento per il Barolo. Dopo la fermentazione malolattica, l’affinamento continua in legno (barriques e botte grande) per circa 18-20 mesi, al termine del quale viene assemblato in acciaio per l’imbottigliamento.
Tra il granata ed il rubino, spicca per luminosità; media consistenza. L’attacco al naso è dolce e richiama la fragolina di bosco e il ribes rosso spremuti, ma anche il pepe nero e la foglia di tabacco. Trascorsi 15 minuti dalla mescita affiorano ricordi di menta e grafite, con suggestioni di pietra polverizzata e anice stellato. Un naso davvero stupendo che evolve di continuo. In bocca vi è tanta sinergia tra parti sapide ed acide e un centro bocca di medio spessore. Ciò che conquista il palato è la facilità di beva nonostante una grip tannica piuttosto incisiva pur tuttavia dolce; sfuma lentamente con garbo, classe, mostrando una digeribilità notevole. Quattro chiocciole a un passo dalla quinta. Risotto Carnaroli ai funghi porcini.

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