Franciacorta Brut Nature Cuvée 1564 2017
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2024
Tipologia: DOCG Bianco Spumante
Vitigni: chardonnay 45%, pinot nero 45%, erbamat 10%
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: CASTELLO BONOMI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 38 a 42 euro
Abbiamo già parlato più volte dell’azienda vitivinicola Castello Bonomi, ivi compreso il Brut Nature Cuvée 1564, forse l’etichetta più originale dell’intera gamma prodotta dalla famiglia Paladin. Il motivo è presto detto: affianco alle classiche uve allevate in zona, ovvero pinot noir e chardonnay, troviamo l’erbamat, citato per la prima volta da Agostino il Gallo nel 1564; da qui il nome del vino. La 2017 è la prima annata in cui la suddetta cultivar autoctona bresciana viene utilizzata in una Cuvée di Franciacorta in proporzione pari al 10%, ovvero la massima percentuale ad oggi consentita dal disciplinare; segnando così di fatto un passo importante verso la valorizzazione di un vitigno dalle origini antiche, ma che si esprime al meglio nel presente. Castello Bonomi è una delle cinque aziende che dieci anni fa decise di appoggiare il Consorzio di Tutela riguardo questa scelta ambiziosa.
La maturazione tardiva e l’elevata acidità dell’uva sopracitata sono tra le motivazioni principali che hanno spinto le cantine a crederci, a investire in tal senso, considerandole così di fatto caratteristiche ideali in questo territorio dove indubbiamente il cambiamento climatico è ormai una realtà. Il costante innalzamento della temperatura media, infatti, ha determinato l’anticipo della raccolta delle uve fino a 10-20 giorni rispetto al passato, con il conseguente rischio di un’eccessiva perdita di acidità. L’erbamat è una cultivar idonea poiché la mantiene elevata ma con pH più bassi, un toccasana per basi spumanti di alto livello. La protezione del Monte Orfano e l’esposizione solare, enfatizzata dai vigneti terrazzati, contribuiscono alla salubrità delle uve e assicurano una maturazione importante anche in questa varietà tardiva. Oltre a tutto ciò vi è la volontà di innovare e sperimentare rimanendo fedeli alla storia del territorio. Una filosofia ben precisa che ha portato la Famiglia Paladin, e dunque Castello Bonomi, alla decisione di investire in maniera importante – e pioneristica – sul progetto.
Veniamo al vino. La 2017 verrà ricordato come un’annata difficile, segnata da una gelata tardiva primaverile e un clima caldo e siccitoso. La vite ha uno spirito di adattamento sorprendente, e le vigne attorno al Monte Orfano (275 m s.l.m.) – caratterizzate da un conglomerato calcareo, gessoso, friabile e ricco di sali minerali – hanno donato un raccolto di qualità. La raccolta manuale dello chardonnay è avvenuta all’inizio di agosto, seguita dal pinot noir alla fine dello stesso mese e a settembre l’erbamat. Ogni parcella di vigna è stata vinificata separatamente con fermentazione, e successivo affinamento, in vasche di acciaio inox (a temperatura controllata) per non favorire la fermentazione malolattica. Il mosto fiore dello chardonnay e una parte dell’Erbamat hanno fermentato, e affinato, per sette mesi in barrique. Il pinot noir, invece, è stato vinificato in bianco e affinato in vasche di acciaio inox. Affina 65 mesi sui propri lieviti prima della sboccatura, in questo caso avvenuta ad ottobre del 2023. Zuccheri residui pari a zero grammi per litro.
Questo Franciacorta si presenta in veste paglierino acceso, vivace, ed è dotato di un perlage impeccabile in quanto a finezza. Al naso offre spunti floreali di mimosa cui fa eco un frutto tropicale croccante: ananas, mango e un ricordo di pepe bianco, calcare e nocciola tostata. In bocca la freschezza è sbalorditiva, supportata da un frutto opportunamente maturo e coerente; anche la sapidità non latita e impegna il giusto, senza strafare o peggio appesantire. L’alcol è ben digerito e il finale scorrevole, pulito. Linguine burro, limone e cappesante: un assist perfetto. Quattro chiocciole ad un passo dalla quinta.