Faro Palari 2004
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2013
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nerello mascalese 50%, nerello cappuccio 30%, nocera 20%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: PALARI – Azienda Agricola Palari
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro
Salvatore Geraci non è certo uno sconosciuto, a lui si deve senza ombra di dubbio il merito di aver salvato dall’oblio la denominazione di origine controllata “Faro”, in tempi in cui era praticamente impossibile trovare un produttore che imbottigliasse e commercializzasse il proprio vino sotto questo nome. Geraci, che ha fondato la sua azienda 23 anni fa in quel di Santo Stefano Briga, in provincia di Messina, e che si è valso della collaborazione del noto enologo piemontese Donato Lanati, fondatore del centro di ricerca Enosis, ha fortemente creduto nelle potenzialità dei vitigni che compongono questa minuscola Doc, ovvero nerello mascalese, nerello cappuccio e nocera, con eventuali piccole percentuali di altri vitigni locali come nero d’Avola, calabrese o mantonico nero. Dai suoi sette ettari vitati, che tali sono rimasti da allora, ottiene circa 35 mila bottiglie ripartite fra il Faro e il Rosso del Soprano. Il suo vino riscuote da sempre ampi riconoscimenti, grazie alla sua grande eleganza e mineralità che lo ha fatto accostare in numerose occasioni ai migliori pinot noir di Borgogna. Oggi è in commercio l’annata 2010, ma io ho preferito stapparne una versione con quasi dieci anni sulle spalle, per sondarne le capacità evolutive, forte di un millesimo, il 2004, indubbiamente di ottima qualità. Versato nel calice non posso fare a meno di notare la splendida tonalità granata ancora luminosa e compatta; nonostante la lunga permanenza in bottiglia, il vino non fa nessuna fatica a rilasciare i propri umori, mostrano un corredo di profumi davvero suggestivo, etereo al punto giusto, ancora pienamente fruttato e attorniato da trascinanti sfumature di spezie orientali, per molti aspetti ricorda certi grandi Gattinara, intriso di mineralità e goudron. Al palato è praticamente perfetto, morbido e fresco, con un tannino di puro velluto e una tavolozza di spezie che invitano a immaginare piatti a base di carni lungamente cotte e salsate, la persistenza non molla e tutta la bocca rimane piacevolmente avvolta in un miscellanea di sapori che sembrano fondere la ricchezza mediterranea con quella dei paesi orientali. Gran bel vino davvero.