Falco Peregrinus Rosso 2020
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2025
Tipologia: IGT Toscana Rosso
Vitigni: sangiovese 40%, cabernet sauvignon 30%, merlot 30%
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: FORNELLI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 12 a 15 euro
Siamo nelle vicinanze di Firenze, sulle colline di Lastra a Signa a circa 250 metri di altitudine, qui a metà degli anni ’70 Vincenzino Bagordo acquistò un podere che, una ventina di anni dopo, il figlio Giuseppe trasformò in una piccola azienda agricola. Ben presto decise di piantare un po’ di vigneto con varietà che da queste parti sono per la maggior parte di casa: sangiovese, cabernet sauvignon, merlot, syrah e alicante, sui lati delle vecchie cave di pietra dove dimorano anche ulivi con varietà Leccino, Moraiolo e Frantoiano, sui vecchi terrazzamenti precedentemente coltivati a grano.
Qui i terreni godono di ottima esposizione e giacitura tra est e sud-ovest, sono sciolti e con scheletro composto da sassi pliocenici (Pietra Forte), tipica arenaria fiorentina che veniva estratta dalle cave, tutt’ora visibili, con candelotti di dinamite che una volta incanalati e accesi erano detti “fornelli” (da qui il nome dell’azienda).
Queste caratteristiche particolari consentono lo sviluppo di un microclima proprio, differente da quelli di altre zone limitrofe, che permette un’ottima maturazione delle uve, e favorisce la coltivazione di altre piante mediterranee come alcune tipologie di agrumi, fichi d’india e varie aromatiche.
La produzione è incentrata su un solo vino, ottenuto da circa 1,5 ettari vitati di proprietà, ottenuto da sangiovese, cabernet sauvignon e merlot. Le uve vengono raccolte a mano, diraspate e pigiate in tini di quercia aperti. La fermentazione spontanea con lieviti indigeni avviene in questi stessi tini. Il vino dei diversi uvaggi matura separatamente per 12-14 mesi in tonneaux di rovere francese Sansaud da 550 litri, seguito da un assemblaggio in acciaio e da un affinamento in bottiglia di 6 mesi prima della commercializzazione.

Quando ho conosciuto Vincenzo, figlio di Giuseppe, pochi giorni fa a Terre di Vite, mi sono reso conto che c’era in lui tanta passione ma anche la difficoltà di farsi conoscere, essendo un’azienda molto piccola, con un solo vino in poche migliaia di esemplari.
Però quel vino, che ora ho versato nel calice, racconta molto, non ha nulla a che spartire con quella che ormai possiamo definire la “vecchia” concezione del supertuscan, pur con un uvaggio che porterebbe a classificarlo in quella categoria.
Il colore è un bel rubino-granato di buona profondità, i profumi sono freschi e invitanti, c’è una bella gamma di frutti rossi e neri, mora, prugna, ribes, ma anche una speziatura fine e calibrata, il legno è ben integrato, una viva balsamicità tornisce i sensi.
All’assaggio si presenta già in ottimo equilibrio, ogni suo elemento è in buona sintonia, frutti e spezie (cacao, liquirizia, pepe e molto altro) sono ben amalgamati, c’è una buona spinta acida e un tannino levigato; il risultato è un rosso di grande bevibilità, rotondo senza essere ruffiano, invitante per la buona freschezza e con le potenzialità per una buona evoluzione nei prossimi anni. Quattro chiocciole abbondanti.