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Etna Bianco Pietrarizzo 2015

Etna Bianco Pietrarizzo 2015 TornatoreDegustatore: Fabio Cimmino
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 03/2018


TipologiaDoc Bianco
Vitignicarricante, catarratto
Titolo alcolometrico 13,5%
Produttore: TORNATORE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Un vero e proprio coup de coeur incrociato sugli scaffali di un localino sulla Riva Destra di Ischia Porto. Non conoscevo Tornatore ne tantomeno i suoi vini. E dopo averli bevuti, ho voluto approfondire. Siamo di fronte ad un’azienda di antica tradizione che vanta radici profonde sul terroir etneo, arrivando fino al lontano 1865. Nei vigneti, che si estendono per circa 46 ettari all’interno di alcune contrade molto rinomate come Pietrarizzo (da dove provengono le uve destinate a questo vino) e Trimarchisa, si coltivano nerello mascalese, nerello cappuccio, carricante e catarratto.
I terreni sono di matrice vulcanica derivanti dal classico mix di masse laviche, ceneri e lapilli accumulatisi nel corso del tempo sulle falde del vulcano.  Non nascondo che mia ha un po’ spaventato il progetto di portare le attuali 60.000 bottiglie  (distribuite su 10 etichette) a 400.000 all’anno. Speriamo bene ! Ma adesso torniamo a questo splendido bianco che viene vinificato in botti di rovere da 50 hl e sosta sui lieviti per circa 5 mesi prima di andare in bottiglia. Al naso si intuisce un uso del legno intelligente ed equilibrato. I profumi sono molto intensi e piacevoli.  Di frutta gialla e soprattutto pompelmo.
Un bouquet impreziosito  da  vibranti sfumature balsamiche. Ma la cosa che più mi ha colpito è stata fin dal primo bicchiere l’incredibile energia vitale percepibile al palato. Un ingresso irruento quanto inaspettato. Per coerenza mi aspettavo in bocca di ritrovare l’intensità ma anche lo stesso controllo evidenziato nella fase olfattiva.
Invece il ritmo della beva è letteralmente travolgente. Succo sapidità e freschezza.  Corto il giusto (apparentemente quasi troppo) per spingerti a versarne, compulsivamente, un altro calice. La bottiglia è, così, finita già sul primo degli  antipasti: un’ottima ventresca di tonno di Adelfio (altra azienda storica siciliana attiva nel siracusano nella lavorazione del tonno rosso).
Ho avuto, purtroppo, l’infelice idea di voler prendere una bottiglia del suo Etna bianco (Catarratto in purezza) subito dopo per la curiosità di assaggiarlo. Mi è sembrato un’altra categoria, molto meno espressivo al naso e dinamico al palato.
Ma, probabilmente, invertendo semplicemente l’ordine d’assaggio il confronto sarebbe stato meno imbarazzante. Ho preferito, pertanto, non recensirla per non penalizzarla in attesa di un nuovo assaggio che sicuro, spero presto, non mancherà.

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