La realtà delle pizzerie post Covid-19, Francesco Martucci: uno sguardo al futuro con la coscienza del presente

Ai tempi del coronavirus molti sono gli interrogativi che ci si sta ponendo relativamente al futuro dell’enogastronomia. La consapevolezza di star vivendo un periodo complesso e soprattutto di cui non si ha esperienza alcuna, spaventa, ma bisogna anche riuscire a reagire e cercare le modalità più opportune per vivere la crisi come cambiamento positivo e come crescita.
Una ricerca minuziosa e contemporanea, quella di Francesco Martucci, fatta di studio, sacrifici, passione, viaggi e voglia di guardare lontano, per emozionare ed emozionarsi.
La sua pizzeria è I Masanielli di Caserta, il suo regno, la sua casa, la sua famiglia; un luogo che ha sempre posto l’accento su una offerta attenta, mirata all’accoglienza e a una proposta gastronomica capace di coccolare l’ospite e trasmettere serenità e convivialità.
La curiosità di Francesco e la sua sensibilità si riflettono anche in un momento critico come quello che stiamo vivendo. Umiltà, rispetto e ottimismo, Francesco è una persona sensibile e tenace, che ha affrontato le situazioni più disparate e ha la voglia di trovare la positività anche in situazioni non facili; sa dare valore al lavoro e con questo suo ottimismo mette in prima linea la grande passione che lo porta da circa trent’anni ad affrontare tanti sacrifici, ma al contempo a saper guardare lontano.
Buongiorno Francesco, come stai vivendo questo momento di “chiusura obbligata”? Ottimismo o sconforto?
Buongiorno Fosca io sto vivendo questo periodo con una vena ottimistica perché se subentra lo sconforto non facciamo più niente, per cui ottimismo e belle sensazioni.
Senza dubbio questa pausa forzata non è facile da affrontare, ma potrebbe averti anche dato modo di scoprire il valore del tempo o la voglia di poter studiare e sperimentare con maggiore calma?
Questo periodo mi ha fatto riflettere tanto; la quarantena o ti manda fuori di testa o ti dà una stabilità mentale fuori dal comune. Ho cercato di cogliere tutte le cose belle del restare a casa, di godermi i figli, il mio tempo libero, una volta in 30 anni di carriera. Ho sperimentato tanto tanto; infatti con la prossima apertura uscirà il nuovo menu.
Come vedi il futuro della ristorazione e delle pizzerie – in particolare di realtà come la tua – in questa prossima fase post Covid- 19?
Allora per il prossimo futuro, sono convinto che finchè non si trova un vaccino, bisognerà convivere con un periodo diciamo di transizione, dove ci saranno mille diffidenze da superare e mille difficoltà. Noi abbiamo la tempra dura, una bella corazza e spalle larghe; crediamo che non appena ci sarà il vaccino si tornerà alla normalità.

Quali potrebbero essere le strategie economiche da adottare per rimettersi in marcia?
In merito alle strategie economiche il nostro intento è di investire sul fattore umano, investire ancora di più per il cliente per farlo sentire sempre più a casa e coccolarlo; visto che ci saranno ingressi contingentati, continueremo a investire sul servizio, su una accurata scelta delle materie prime, in altri termini perseguiremo la nostra filosofia, tendendo alla perfezione. Solo così la gente si sentirà desiderosa di venire da te, non ti dimenticherà e il futuro sarà più roseo per tutti.
Cosa pensi della soluzione di asporto/consegna a domicilio che è stata appena deliberata? Alternativa valida e davvero gestibile per tutti?
La soluzione delivery è un toccasana per le aziende, ma con tutti questi paletti è davvero dura anche riuscire a coprire le spese della mozzarella e del pomodoro; Quindi va bene dare la possibilità di delivery, ma non con tutti questi paletti.
Come o meglio cosa pensi delle nuove disposizioni?
Come dicevo prima queste disposizioni in Campania sono pura follia, meglio che non penso a queste disposizioni; la cosa sicura per ora per far ripartire davvero la nostra economia è solo il vaccino. A mio avviso, in questo periodo di transizione lo Stato dovrebbe venirci incontro e congelare, se non addirittura annullare, le tasse, assisterci sui fitti e su tante altre cose. Perché se parliamo di impresa e di azienda questa si definisce come tale perchè si mantiene da sola, con le sue forze; per cui non avrebbe senso il prestito, perchè è appunto sempre un prestito che va poi restituito.
Idee e possibili soluzioni appena si potrà riaprire? Nel ridimensionamento dovrai fate qualche taglio?
Ho diverse idee nuove proprio perché non voglio licenziare nessuno.
Che messaggio vorresti dare ai tuoi clienti e soprattutto ai tuoi colleghi?
Ai miei clienti, in tanti anni di carriera, il messaggio che posso mandare è quello di dire veniteci a trovare con tranquillità appena riapriremo le nostre porte, ma ovviamente dico anche di avere coscienza e se avete qualche piccolo sintomo isolatevi e non uscite per il bene di tutti, e una volta che passerà questa brutta storia torneremo a riabbracciarci. Ai miei colleghi invece dico di tenere duro, di non mollare mai e di essere ancora più maniacali, di crederci, perché presto tutto questo passerà.
Fosca Tortorelli



