Dolce Cote 2021
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 10/2022
Tipologia: Vino Rosso Passito
Vitigni: sangiovese, canaiolo, vermentino, malvasia, procanico, moscatellina e altre varietà locali
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: PARASOLE
Bottiglia: 375 ml
Prezzo enoteca: da 28 a 34 euro
Tengo a precisare che questo vino passito è praticamente introvabile al di fuori dell’Isola del Giglio, è stato prodotto in sole 250 bottiglie da 375 ml, ragione in più per raggiungerla e visitare l’azienda Parasole perché ne vale assolutamente la pena. Milena Danei sta dando tutta se stessa per quelle vigne terrazzate che guardano al golfo di Campese, la passione certo non le manca e l’aiuto dei “vecchi” vignaioli vale più di mille enologi (lei comunque lo è!), saper lavorare quelle piante ad alberello gigliese, conoscere tutto di quella terra difficile, lavorata a suon di zappa, capire le necessità di ogni calzo (così si chiama il ceppo di vite) sono privilegi di chi in quest’isola ci vive da sempre.
Il fatto che questo vino passito sia ottenuto da una miscellanea di uve rosse e bianche provenienti dalle vigne più vecchie, testimonia la volontà di ottenere qualcosa di unico e identitario; le uve vengono appassite al sole sulle “coti”, ovvero le rocce di granito, per circa 20 giorni, poi leggera pigiatura con i piedi e fermentazione con tutti i raspi fino alla fine, poi torchiatura e affinamento.

Colore rubino chiaro, trasparente, di bella luminosità, ricorda il succo di melagrana; profumo davvero particolare, non facile da inquadrare perché la fusione di uve così diverse ha generato qualcosa di unico, originale, si va da ciliegia e lampone canditi all’aromaticità di rosmarino e alloro, passando per rosa, viola, iris, e ancora fico rosso disidratato, estratto di prugna, una nota iodata, roccia sgretolata, tè al mirtillo, vegetale secco che rimanda ai raspi e molto altro.
Al gusto restituisce le stesse sensazioni, la dolcezza è contenuta e c’è un buon bilanciamento con l’acidità e la vena sapida, l’alcol è perfettamente integrato, il finale fruttatissimo ma anche speziato, un piccolo gioiello isolano che vale la pena farsi in quattro per trovarlo. Anche in questo caso consiglio di degustarlo a una temperatura non inferiore ai 13 gradi, meglio se 14.