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Cori Rosso Raverosse 2005

ravcin04Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@

Data degustazione: 09/2007

Tipologia: DOC Rosso

Vitigni: nero buono di Cori 40% , montepulciano 40% , cesanese 20%

Titolo alcolometrico: 13 %

Produttore: CINCINNATO – Cooperativa Agricola Cincinnato

Bottiglia: 750 ml

Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro

Ho sempre nutrito qualche perplessità sull’uso breve delle barriques, soprattutto se queste sono nuove. Non ho dati per sapere quali tipologie di piccoli legni sono state utilizzate, nuove, di secondo passaggio, provenienti da Troncais o da Allier, o magari dall’Australia. Quattro mesi, di solito, forniscono subito l’apporto aromatico, le note dolci, ma c’è bisogno di più tempo per uno scambio fra il vino e la botte, perché i due elementi si compenetrino e trovino un loro equilibrio. Paradossalmente, e questo è quanto riferiscono numerosi produttori ed enologi che lo hanno sperimentato, ovviamente su vini che abbiano la struttura e le caratteristiche adatte ad un lungo affinamento, 18-24 mesi di barrique consentono al vino di assorbire molto meglio le classiche note tostate e dolci, a vantaggio di una rotondità e complessità molto maggiori. Per quanto riguarda il Raverosse 2004, ottenuto da nero buono di Cori, montepulciano e cesanese, i quattro mesi nei piccoli fusti, sembrano almeno parzialmente confermare i miei timori. Il profumo è caratterizzato proprio da una evidente presenza del legno, si sente la tostatura, la vaniglia, note dolci, frutto in confettura, spezie quali ginepro e cardamomo, ma ancora non ha spiccato il volo. In bocca è rotondo, frutto quasi dolce, alcol che sgomita un po’, carattere non del tutto definito. Intendiamoci, il vino è molto buono, le mie impressioni riguardano la sua personalità, lo “stile”, in qualche modo mi sembra prevedibile. Sono convinto che la materia prima sia più che valida e che il vino possa evolvere tranquillamente per i prossimi 3-4 anni, ma mi piacerebbe mostrasse un carattere più marcato, originale, figlio di tre uve certamente importanti e caratteristiche del centro Italia. Perché, se non si ritiene abbia la struttura sufficiente, non preferirgli botti medie, ad esempio da 25 ettolitri, magari non nuove, affinché il vino segua il suo ciclo evolutivo con maggiore lentezza e si giovi di uno scambio più prolungato ma meno invasivo?

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