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Colline Novaresi Bianco Costa di Sera dei Tabacchei 2020

Colline Novaresi Bianco Costa di Sera dei Tabacchei 2020 Alfonso RinaldiDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione:
05/2021


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: erbaluce
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: RINALDI ALFONSO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Alfonso Rinaldi è ormai un personaggio iconico dell’Alto Piemonte vitivinicolo, alla stregua del suo Costa di Sera dei Tabacchei. Dagli anni Ottanta ad oggi affronta ogni vendemmia col sorriso sulle labbra e la consapevolezza che per fare un ottimo erbaluce, o greco novarese, in purezza occorrano poche semplici regole. La prima è senza dubbio il rispetto della vigna, l’amore e la dedizione, ogni singola premura, gesto, un pensiero sempre rivolto ad ogni necessità che la “birichina”, come la chiama lui, richiede.
Splendido ottantenne, l’animo rock and roll è una costante che ha attraversato la sua intera esistenza. Varcare la soglia della sua Cascina in Suno (No), poco più di 2 ettari che formano una sorta di cornice situata in regione Tabacchei, (da qui il nome in etichetta) equivale a entrare nella Hall of Fame della storia del Rock; e il nostro protagonista l’ha vissuta per intero, da Elvis ai Guns N’ Roses.
L’Erbaluce di Alfonso è un vino che rispecchia in tutto e per tutto l’anima del suo produttore, e ogni anno con la consueta verve e cifra stilistica viene fuori palesando tutte le peculiarità del territorio di Suno, caratterizzato da dolci colline ricche di argilla. Inoltre, con enorme piacere, ho potuto constatare da parte dei suoi due figli, Antonella, e soprattutto Riccardo, un coinvolgimento sempre più grande riguardo l’attività di famiglia. Non che prima non fossero presenti, anzi, li ho sempre incontrati a Suno e durante le varie manifestazioni, ma da quest’anno partecipano in dose massiccia alla promozione del vino e al lavoro in vigna. Tutto ciò mi fa ben sperare per il futuro di questa bella realtà della sponda novarese dell’Alto Piemonte. Ma veniamo al Costa di Sera dei Tabacchei 2020. Il protocollo di vinificazione prevede solo acciaio e bottiglia, minimo intervento, tanto in cantina quanto in vigna, su questo Alfonso è sempre stato chiaro: “la mia filosofia è lontana dallo stress da vendemmia verde, al contempo cerco di rispettare le varie fasi del ciclo vegetativo ascoltando la pianta.
È l’erbaluce a dettare i ritmi bisogna solo imparare ad ascoltare le note che suona, sarà lei a chiederti ciò di cui ha bisogno, più attenzione le dedichi maggiore sarà il risultato”. Paglierino vivace, tonalità vibrante, riflessi beige-verdolino in controluce. Avvicinando il naso al calice, per usare un gergo che si confà al nostro protagonista, noto che la 2020 ha un suono che richiama il ritmo sincopato dei batteristi jazz: impatto intenso, le sfumature floreali e fruttate s’alternano appunto ritmicamente: acacia e cedro, biancospino e mandarino, l’immancabile mela golden, ispessita da erbe aromatiche quali maggiorana e timo limone, chiude una nota di calcare abbastanza nitida, conquisterà la scena tra qualche mese, il vino è ancora giovane e lo si riscontra soprattutto al palato. È come sempre un sorso ricco di succo e acidità, la stessa rimanda all’agrume; la notevole sapidità, marchio di fabbrica della vigna di Alfonso dove l’argilla è prevalente, è un assist perfetto per svariati abbinamenti gastronomici.
Chiude mediamente intenso, morbido, coerente al naso e sicuramente in divenire. Abbinato a svariate canapè, dove frittata di verdure e formaggi caprini la fanno da padrone, è sempre un bel bere.

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