Colli Bolognesi Pignoletto Frizzante
Degustatore: Alessio Atti
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 07/2025
Tipologia: DOCG Bianco Frizzante
Vitigni: pignoletto
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: CORTE D’AIBO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 10 a 14 euro
Nel cuore del Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio, a pochi chilometri da Bologna, sorge Corte d’Aibo, un’azienda agricola e vitivinicola che dal 1989 pratica un’agricoltura biologica e, più recentemente, biodinamica. Fondata da Antonio Capelli e Mario Pirondini, oggi l’azienda si estende su 35 ettari di colline coltivate a vigneti, frutteti e campi di grano, in un paesaggio dove la natura e l’intervento umano convivono in armonia.
L’esperienza a Corte d’Aibo va ben oltre il vino: una sala degustazione di architettura moderna e pregiata accoglie il visitatore con ampi spazi vetrati e un affaccio privilegiato sul paesaggio circostante. La ricerca del dettaglio e dei materiali ci fa ben comprendere la cura che questa azienda mette per rendere la visita di appassionati wine lovers un’importante esperienza. Dal prato adiacente, ordinato e ben curato, lo sguardo si perde tra le morbide colline e i calanchi, formazioni geologiche tipiche dei Colli Bolognesi che conferiscono al paesaggio un fascino quasi lunare.
Sotto la sala si apre un mondo nascosto: una cantina di affinamento sotterranea, a temperatura controllata, dove riposano anfore interrate ed esterne, di grande bellezza formale e funzionale, accanto a barriques e tonneaux. Un luogo che racconta la cura, la ricerca e l’equilibrio tra innovazione e tradizione che guidano ogni scelta dell’azienda.
Tra i vini prodotti da Corte d’Aibo, il Pignoletto Frizzante DOCG rappresenta un’espressione autentica del territorio. Con il suo titolo alcolometrico di 12,5 gradi è ottenuto da uve grechetto gentile (così viene spesso chiamato il pignoletto in Emilia, ndr), è vinificato a temperature rigidamente controllate con il metodo Charmat. Presa di spuma di circa tre mesi in autoclave solo dopo decantazione e flottazione del mosto. Rese per ettaro che variano di anno in anno, si va dai 6 agli 8 quintali, si raccoglie verso metà settembre, ma il periodo varia a seconda del clima che, anche qui, fa un po’ da padrone.
Alla vista si presenta con un colore giallo paglierino limpido.
Al naso, offre profumi di frutta a polpa bianca croccante come la pera, seguiti da fiori di campo, fiori gialli e camomilla, con eleganti note agrumate e un finale ammandorlato, caratteristico del vitigno. Il sorso è piacevole e dinamico: freschezza e mineralità guidano la bevuta, rendendolo perfetto come aperitivo o in accompagnamento a piatti della cucina emiliana, tortellini in brodo, primi delicati, pesce sia di mare che di lago e carni poco elaborate.