Chianti Classico Don Tommaso Gran Selezione Villa Le Corti 2016
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2021
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese 80%, merlot 20%
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: PRINCIPE CORSINI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro
Vino BIO: sì
Vino VEGAN: sì
Come ho espresso in più occasioni, al netto di una squisita operazione commerciale faccio fatica a comprendere il senso di una “Gran Selezione” del Chianti Classico quando esisteva già la Riserva. La mia impressione è che si sia tentato di dare una nuova immagine a una denominazione che ha fatto sempre grandi numeri ma ha faticato a far emergere una qualità altrettanto elevata. La Riserva, fra l’altro prodotta da molte aziende ogni anno, ha finito per perdere il senso della sua creazione, ovvero come vino delle annate migliori. Difficile in un contesto del genere avere in lista un vino che occupasse la fascia alta, non a caso si è puntato ai famosi Supertuscan, vini Igt se non addirittura da tavola, che potevano essere prodotti e concepiti con delle regole più libere e non portarsi dietro etichette difficili da smantellare. Ma il mercato cambia, si evolve, si sposta, se lo si segue pedissequamente si rischia di perdere del tutto la propria identità e storia…
La Gran Selezione, dunque, mette in secondo piano la tradizionale Riserva, dichiarando già nel nome che le uve migliori finiscono in quella tipologia.
Personalmente posso dire che i ripetuti assaggi effettuati in numerose occasioni, fra cui l’immancabile Chianti Classico Collection, hanno confermato un cambiamento radicale, soprattutto nei primi anni di produzione della nuova etichetta. Infatti le Riserve, che in molti casi apparivano appesantite e legnose, si sono improvvisamente liberate, hanno ripreso a respirare ed essere piacevolmente bevibili, come ci si aspetta da un ottimo Chianti Classico. Di contro, le prime annate di Gran Selezione, apparivano potenti, cariche, molto lavorate, meno disponibili.
Con il passare del tempo, le aziende migliori sono riuscite a raggiungere il giusto equilibrio in questi vini, rendendoli più misurati, precisi, fini.
Il Don Tommaso è a mio avviso fra questi, sebbene quel 20% di merlot sottragga qualcosa alla classicità, ma è un bel bere, un rosso dai forti richiami della terra da cui nasce, mostrando un corredo floreal-fruttato davvero interessante, di viola mammola, lavanda, mirto, ciliegia nera, mirtillo, amarena, per poi sfumare su erbe aromatiche, timo essiccato, finocchietto selvatico, bacca di vaniglia, pepe, liquirizia.
Al palato è intenso, il legno è perfettamente integrato (tonneaux), il tannino levigatissimo, il frutto e le spezie tornano copiosi su una base giustamente fresca. Un’ottima interpretazione che evita qualsiasi pesantezza espressiva grazie alla buona vena acida e balsamica che accompagna il lungo finale.