Chianti Classico 2017
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2019
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: RIECINE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Quella di Riecine è una delle non rare storie che caratterizzano il mondo del vino toscano. Si deve a John Dunkley e Palmina Abbagnano, che nel 1971 acquistarono 1,5 ettari dai terreni del Monastero di Badia a Coltibuono. Un unico vigneto, solo sangiovese, perché questa era la loro idea di Chianti Classico, niente uve “estranee” e una produzione puntata alla qualità e all’esaltazione delle caratteristiche del territorio.
Dal 2011 l’azienda è di proprietà della famiglia di Lana Frank e dal 2015 la direzione di tutto il processo aziendale è nelle esperte mani dell’enologo Alessandro Campatelli.
La filosofia è immutata, basse rese (con la 2017, in parte anche per le difficoltà dell’annata, siamo a 30 quintali per ettaro), lavorazione 100% organica con trattamenti biodinamici, niente diserbo né utilizzo di chimica di sintesi; la fermentazione è spontanea senza aggiunta di lieviti, si svolge in vasca di cemento non vetrificata Nomblot e la macerazione ha una durata di 10 giorni.
Il vino matura parte in tonneaux esauste e parte in botti grandi di rovere di Marc Grenier.
Imbottigliato a gennaio 2019 è stato presentato a febbraio al Chianti Classico Collection, nella stazione Leopolda di Firenze, dove avevo già potuto apprezzarlo con valutazione massima (vedi l’articolo), segno che nonostante avesse un solo mese di bottiglia, aveva una base qualitativa tale da consentirgli già di esprimere la sua classe.
Riassaggiarlo ora è un buon test per capire come continua il suo percorso di crescita: colpisce subito per la tinta rubino con unghia appena granata e una densità che consente alla luce di attraversare il liquido con facilità. L’impatto all’olfatto è decisamente elegante, con la florealità che spicca e ci ricorda la vigna alta e fresca (dai 450 ai 500 metri s.l.m.) su terreno calcareo-argilloso; tanta viola, ma anche rosa, iris, peonia, per poi cedere spazio a una ciliegia fresca e a venature di arancia rossa. Seguono delicati accenti pepati e balsamici, poi alloro e leggerissima liquirizia.
Al palato stupisce per la notevole spinta fresca, non così evidente in altri Chianti Classico 2017, che testimonia l’ottima condizione originaria delle uve; è un vino che ha un garbo e una misura sorprendenti, una delle migliori espressioni di questo millesimo, tanto da riuscire a chiudere in bellezza salina e minerale.