Chaos 1997
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 05/2003
Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: montepulciano 50%, syrah 25%, merlot 25%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: LE TERRAZZE – Fattoria Le Terrazze di Terni Antonio
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro
Accade a volte che un vino che ha ricevuto gloria e onori alla sua uscita, riassaggiato dopo qualche anno possa lasciare una cocente delusione. Vini impressionanti, concentrati in colore ed estratto, improvvisamente seduti, evoluti, andati, spenti. Situazioni imbarazzanti, che suggeriscono pratiche non proprio corrette, vini costruiti in laboratorio per stupire l’incauto assaggiatore. Per fortuna sono eventi circoscritti, non certo frequenti, ma sui quali è bene riflettere. Ci sono, d’altro canto, vini che non solo mantengono le promesse, ma col tempo superano le più rosee aspettative. Uno di questi è il Chaos ’97 della Fattoria Le Terrazze, un blend di montepulciano (in prevalenza), syrah e merlot, frutto di un grande lavoro di vigna e di cantina, che oggi si mostra grintoso e vivo come non mai, col suo aspetto cupo e allo stesso tempo luminoso, con le sue tinte rubino-inchiostrate, la sua compattezza fino all’unghia, a fatica la luce attraversa le sue cellule. Il calice si tinge del colore delle more mature e il prezioso nettare che ne percorre la parete, mostra una consistenza praticamente perfetta, un susseguirsi di arcate imponenti e serrate, le cui punte si allungano con estrema lentezza per ricongiungersi al liquido dopo infiniti secondi. Non è quasi necessario accostarlo al naso per apprezzarne gli splendidi profumi di frutti di bosco maturi, mora, marasca, cassis e prugna, ben fusi con le rotondità aromatiche del legno tostato; caffè e cacao si manifestano netti, seguiti da vaniglia, pepe e chiodo di garofano, note mentolate e di sambuco su uno sfondo minerale di grande eleganza. Nell’assaggiarlo si avverte l’imponente struttura, la forza espressiva, ben calibrata in un gioco caldo-morbido-setoso, dove i tannini dimostrano la perfetta qualità estrattiva, misuratissimi, ben distribuiti e facilmente assorbiti dalla dolcezza del frutto che ritorna copioso e avvolgente, ma non solitario, bensì supportato da grandi evoluzioni speziate e minerali; si coglie la prugna in confettura, il cioccolato, ancora pepe e chiodo di garofano. La persistenza è da oscar: lunghissima, ripercorre tutte le sfumature gusto-olfattive con grande rigore, senza lasciare alcuna insoddisfazione nel degustatore. A distanza di sei vendemmie è poco più che un bimbo. Servitelo a 18° in grandi calici tipo Bordeaux Grand Cru con gnocchetti al cinghiale stufato, tagliolini al sugo di cervo, brasato al vino rosso, daube alla borgognona, petto di faraona in salsa al vino rosso.