Carmignano Poggilarca 2017
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 01/2021
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese, cabernet sauvignon, merlot
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: ARTIMINO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Ho sempre amato quest’angolo della Toscana, qui a Carmignano c’è una situazione del tutto particolare, numerose aziende si perdono ancora in mezzo ai boschi, i vigneti sono spesso in condivisione con altre colture o semplicemente convivono con piante e alberi da sempre presenti. Carmignano, fra l’altro, è una denominazione che non ha subìto particolari “infiltrazioni” modaiole, qui i supertuscan hanno avuto un’incidenza decisamente minore, probabilmente perché il disciplinare ha da sempre contemplato la presenza di uve come cabernet sauvignon, merlot, syrah accanto al sangiovese, presenti nel territorio dalla notte dei tempi; il cabernet, in particolare, risiede in quest’area da oltre cinque secoli.
In questo fazzoletto di terra la viticoltura esiste da più di 1200 anni, testimoniato dal ritrovamento di una pergamena dell’804 d.C., depositata nell’Archivio di Stato di Firenze, contenente un contratto d’affitto di un terreno a viti e ulivi.
Artimino, con la sua Villa Medicea La Ferdinanda, patrimonio Unesco, tenuta di caccia voluta da Ferdinando I de’ Medici nel 1596 (la data riportata nelle etichette), rappresenta alla perfezione la cultura enoica tramandata nei secoli.
Dopo un periodo di instabilità, la Tenuta ha ripreso vigore nelle mani della famiglia Olmo, erano gli anni ’80, da qualche anno gli effetti di una crescita progressiva dei vini di Artimino sono ormai evidenti, grazie al lavoro dell’agronomo Alessandro Matteoli e dell’enologo Filippo Paoletti, che hanno impostato il lavoro in un’ottica rispettosa dell’ambiente e seguendo principi legati fortemente alla tradizione vinicola locale.
Il Poggilarca 2017 ha subìto una fermentazione in acciaio inox a circa 24 °C per 18/20 giorni, con follature giornaliere e délestage. Successivamente il vino è stato trasferito per metà in botti di rovere di Slavonia dal 30 e 50 Hl, per l’altra parte in barrique di secondo passaggio, dove è maturato per 10 mesi. L’affinamento in bottiglia è durato 4 mesi.
Nel calice regala un bel colore rubino profondo e un bouquet intenso con la frutta in primo piano, ciliegia, mora, mirtillo e prugna, affiancate da una delicata speziatura che non marca le sensazioni con forza, segno che il legno è stato dosato molto bene, mentre emergono note di macchia mediterranea e una punta di vaniglia.
In bocca è molto ben definito, altrettanto intenso, qui la spezia ha un ruolo più deciso, con note di liquirizia, leggero pepe e uno sbuffo di cardamomo, accompagnati da una buona freschezza e tannino ben integrato.