Cabernet Franc 2015
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2023
Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: cabernet franc
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: LETRARI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 20 euro
Il cabernet franc da sempre suscita il classico dibattere tra i vari sostenitori, che conoscono a memoria le zone d’elezione dove viene allevato con passione e studio, e coloro che lo ritengono un vitigno minore, grezzo, spesso non esaltante. Come sempre tutto è relativo e l’approfondimento gioca un ruolo fondamentale in questi casi per giungere alla verità. Innegabile è il fatto che il suo DNA non sia equiparabile a cavalli di razza quali nebbiolo, pinot nero, sangiovese … tuttavia anche questi vitigni non danno risultati sorprendenti ovunque, anzi, in certe zone proprio mutano il loro profilo e divengono irriconoscibili.
Succede più o meno la stessa cosa al cabernet franc, tuttavia le zone d’elezione dove restituisce realmente vini indimenticabili – soprattutto a livello di ettari vitati – sono inferiori rispetto alle cultivar sopracitate. Letrari è una solida Cantina di Rovereto (TN) in mano alla titolare ed enologa Lucia Letrari, quest’ultima ama particolarmente il vitigno sopracitato ed assieme al compianto padre Leonello, tempi addietro, ha scovato un’enclave sulle colline adiacenti a Borghetto all’Adige (TN) dove l’uva autoctona francese – complice il prolungato riposo in cantina – è in grado di restituire vini carismatici che mostrano le peculiarità della viticoltura trentina.
Affina prima in botti di rovere per un anno, poi in bottiglia per sei mesi. Al calice veste una tonalità profonda color rubino con riflessi granata che diverranno protagonisti con l’affinamento.
Avvicinandolo al naso offre ricordi di prugna matura, geranio selvatico leggermente appassito, ribes nero e un curioso accento di tamarindo e chinotto, oltre ad una netta coltre speziata e balsamica che si traduce in pepe nero, cardamomo, eucalipto e tabacco in foglie; chiude i battenti una vena terrosa e a tratti ematica. Complessità da vendere insomma.
In bocca ritorna prepotentemente la spezia e una sensazione balsamica fresca; acidità e salivazione accentuata nonostante l’annata calda, ciò che convince appieno è la capacità di riempire il palato e al contempo infondere un senso di pulizia, misura, raffinatezza. Lunga scia sapida, è indubbiamente un vino di lunga gettata che possiede il profilo di una ballerina.
Quattro chiocciole ad un soffio dalla quinta che arriverà, a mio avviso, con altri anni di affinamento in cantina. In abbinamento consiglio un piatto di gröstl (rosticciata) di patate alla trentina: un piatto unico invernale a base di patate, cipolle, speck e carni miste di maiale e manzo.