Brunello di Montalcino 2021
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2026
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: CASTELGIOCONDO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 40 a 45 euro
CastelGiocondo fa parte del gruppo di aziende della famiglia Frescobaldi, tutte rigorosamente toscane, un arcipelago che rappresenta un ben preciso progetto: raccontare vini che differiscono per terreno, ambiente e storia, riassunto nella frase “Cultivating Toscana diversity”: Castello Pomino (Pomino), Castello Nipozzano (Nipozzano), Tenuta Perano (Gaiole in Chianti), Tenuta Castiglioni (Montespertoli), Tenuta CastelGiocondo (Montalcino), Tenuta Ammiraglia (Magliano in Toscana), Remole (Sieci), Tenuta Calimaia (Cervognano) e Gorgona.
Il Brunello di Montalcino 2021 arriva da un’annata certamente non facile, caratterizzata da un’estate tra le più aride degli ultimi 30 anni, senza picchi eccessivi di caldo ma con due sole piogge superiori ai 20mm, il tutto mitigato da ottime escursioni termiche. Di contro, la primavera è stata tra le più fredde, soprattutto da marzo a maggio, con una gelata l’8 aprile che ha portato le temperature abbondantemente sotto lo zero, fenomeno che ha spostato in avanti l’intero ciclo vegeto-produttivo, con alcuni casi di riduzione della produzione. Anche settembre è stato caratterizzato dall’assenza di piogge e da un caldo sopra la media. Va detto, però, che oggi gran parte dei produttori hanno imparato come difendersi da annate sempre più complesse, sia grazie agli strumenti di controllo utilizzati in vigna, sia alla sempre più precisa scelta vendemmiale, comprensiva di selezione dei migliori grappoli sia in vigna che in cantina.
Pertanto, i vini di quest’annata possono risultare maturi, con tannini ben integrati, ma non necessariamente carenti di acidità; la differenza, come sempre, la fanno i microclimi.

Basta farsi un giro nella tenuta per rendersi conto che le vigne sono in posizioni ideali, facilmente gestibili, in zona ventilata e altitudini tali da consentire comunque una buona escursione termica tra giorno e notte.
Ma entriamo nello specifico di questo vino maturato in botte grande: presenta un bel colore rubino vivo con leggere nuances granata, affiorano subito note floreali di rosa e viola, ma è soprattutto il frutto a dominare la scena, un frutto maturo al punto giusto, ciliegia e prugna in particolare, ma anche mirtillo; interessanti cenni di tabacco e pepe si alternano a liquirizia e infuso di caffè.
L’assaggio regala un impianto complesso, ricco, sostenuto da una freschezza vivace e una sapidità profonda, la trama tannica è calibrata su una materia tutt’altro che sottile, in grado di mascherare molto bene la spinta alcolica. Nel complesso un Brunello di indubbia qualità, capace di guardare al futuro senza timore di cedimenti per un bel po’ di anni ma, grazie anche alle caratteristiche dell’annata, in grado di essere ampiamente apprezzato ora, il che non dispiace affatto. Sfiora la quinta chiocciola.