Statistiche web

Bramaterra 2015

Bramaterra 2015 La PalazzinaDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2019


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo 70%, croatina 15%, vespolina 10%, uva rara 5%
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: LA PALAZZINA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Come tradizione vuole, questa storica denominazione dell’Alto Piemonte vitivinicolo è composta da un blend di uve autoctone dove il nebbiolo, localmente chiamato spanna, è presente in percentuali maggioritarie, in questo caso 70%, a saldo croatina 15%, vespolina 10%, uva rara 5%.
Questa bella realtà di Roasio (VC) in frazione Camino, nasce nel 1986 per mano di Leonardo Montà; oggi conta 4 ettari di vigneto che poggia su terreni sabbiosi subacidi di origine vulcanica, dove la presenza del porfido è davvero caratterizzante. Fa da sfondo l’imponente Monte Rosa che coccola le viti proteggendole dai venti gelidi che soffiano da nord. La produzione si aggira sulle 8 mila bottiglie, con rese per ettaro davvero basse, sui 40 quintali. Ci troviamo a 300/350 metri s.l.m., l’impianto a guyot è sfruttato per una densità pari a 3000 ceppi/ettaro. La fermentazione è svolta con macerazione delle uve e rimontaggi giornalieri, conta 20 giorni per il nebbiolo e 15 per croatina, vespolina e uva bollito misto e salsa verderara. Segue la fermentazione malolattica in legno che avviene in modo naturale, durante la primavera successiva. L’affinamento è svolto in botti di rovere di Slavonia da 35 ettolitri per 48 mesi, più ulteriori 6 in bottiglia prima della distribuzione. L’acidità totale del vino è pari a 6.67 g/l, l’alcol 13 % Vol.
Granato di media trasparenza, qualche riflesso rubino sull’unghia, buon estratto. Esordisce al naso con piccoli frutti di rovo, mora, ribes rosso, assieme ad erbe aromatiche/officinali quali timo, china e rabarbaro, alternate da fiori appassiti e scorza di agrume, pepe nero, per concludere con un’elegante e immancabile nota ferrosa e di pietra calda al sole di grande matrice territoriale.
Il palato, di media intensità ma lunga persistenza, richiama una sensazione ammandorlata “dolcemente amaricante” che lo caratterizza enormemente. Sorso quasi dissetante, tant’è la freschezza e il tannino ben coeso, complice un’annata mediamente calda.
Un vino goloso, a tratti irresistibile, se magistralmente abbinato a un bollito misto alla piemontese impreziosito dal classico bagnetto verde.

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio