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Bolle di Balla Brut

mapebollDegustatore: Chiara Pugina
Valutazione: @@@
Data degustazione: 02/2013


Tipologia: Vdt bianco spumante
Vitigni: pecorino
Titolo alcolometrico: 11,5 %
Produttore: MAPEI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Eravamo appena entrati nel clima natalizio, le vie del centro di Roma brulicavano di persone che per lo più affollavano le vetrine di negozi semideserti. Anche io ero di ricognizione per la scelta dei doni, quando mi sono ricordata che in un cortile a pochi passi da Piazza di Spagna si teneva, proprio quel pomeriggio, la degustazione dei prodotti dell’Azienda Agricola Mapei. Una mia vecchia conoscenza di cui ho già avuto, in passato, l’opportunità di raccontarvi dei loro vini: il Pecorino Fortunato e il Montepulciano d’Abruzzo Ardengo. Un’occasione golosa da non perdere per fare un saluto alla famiglia Tonini che da diverse generazioni si dedica con passione alle sue terre, nonché una piacevole pausa per riprendermi dalla confusione del giorno festivo. Vengo accolta in un festoso ed informale clima familiare e, tra assaggi di gelatine di vino, ottimi oli extravergini e una sfiziosa crema di fiori d’aglio, ho scoperto l’ultimo arrivato in famiglia, il “Bolle di Balla”. Eh si, ricorderete che l’Azienda ha uno stretto legame con l’arte futurista, per cui non poteva mancare l’omaggio ad un altro grande esponente della nostra smisurata ricchezza artistica. Sono le uve Pecorino che, seguendo un prolungato procedimento di rifermentazione in autoclave per 5 mesi, danno vita ad uno spumante dal perlage fine, luminoso nel suo paglierino chiaro e dai profumi delicati. Per prime arrivano le note floreali a dare la sensazione di tenere in mano un mazzetto appena colto di fiori dai piccoli petali bianchi e gialli, poi si fanno largo le sensazioni finemente agrumate. Non manca all’appello la frutta fresca, naturalmente a polpa bianca, che ci accompagna fino alla deglutizione lasciando in bocca una gustosa freschezza. Non è un vino che ha la pretesa di essere complesso e strutturato, ma si lascia bere avvolgendo il palato della sua semplice mineralità. Saporoso e persistente quanto basta, si accompagna anche a pietanze di portata a base di pesce, ma la bottiglia acquistata insieme ad altre delizie, custodita nella mia cantina fino alla scorsa settimana, si è svuotata in un lampo durante un aperitivo con tartine al formaggio insaporite dalla gelatina di vino ottenuta dalle stesse uve e gamberetti in tempura. Alle meritate 3 chiocciole che gli assegno oggi ne aggiungerei almeno un’altra mezza, sia per l’armonia complessiva che trasmette durante la beva, sia per la deliziosa etichetta colorata in linea, come citato, con lo spirito creativo di chi propone l’arte con delicatezza in ogni sua forma espressiva.

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