Bianco Pedra Lughente 2023
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2024
Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: vermentino
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: LA GRANITICA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 50 a 55 euro
Si parla spesso di promozione del territorio, di utilizzo di materie prime locali, ma nel vino questo avviene meno spesso di quanto si immagini. Andrea Addis, giovane sardo fortemente legato alla sua regione, aveva un pensiero fisso: per maturare il vino, da noi si usano barrique francesi, anfore georgiane, contenitori che si legheranno a livello molecolare ai vini che ospiteranno; niente di male, ma sono contenitori, salvo eccezioni, che provengono da altri territori, perché invece, dato che in Sardegna c’è tanto granito non provare a vedere come si comporta con il vino? Detto fatto, o quasi, decide di fare delle prove e presto si rende conto che il granito lega molto bene con il vino, gli trasferisce la propria mineralità e non contamina il liquido con odori e sapori a lui estranei, inoltre lo decanta naturalmente, portando sul fondo le impurità.

Così, decide di farsi costruire il primo “Ghiandone” proveniente dai Colli del Limbara, dove dimora anche la vigna di vermentino.
Ma non basta, sull’isola si produce anche dell’ottimo sughero naturale, sarà questo ad entrare in contatto con il vino. E dato che l’ambiente va preservato al massimo, le etichette saranno in carta riciclata con aggiunta di polvere di marmo. Basta? No. La capsula sarà in gommalacca riutilizzabile.

Ok, tutto bello, meraviglioso, ma il vino com’è? Queste 1200 bottiglie di Pedra Lughente (pietra lucente) riporteranno nel calice tutta questa territorialità? Quello che posso dire è che mi sono trovato davanti un vermentino del tutto particolare, giovanissimo, davvero minerale e di una schiettezza impressionante, potrei dire “duro e puro”, se non fosse che non gli renderebbe giustizia.
Perché non è affatto “duro” se non nella sua espressività categorica, diretta, puntuale.

Ha un bel colore oro luminoso, intenso; al naso è salmastro, con un frutto agrumato fresco, cenni di peonia e ginestra, lavanda, una punta di corbezzolo e via via sentori di macchia, conifere, iodio.
Al palato si sente tutta la sua gioventù, un vermentino con questa spinta fresca e un mordente salino deciso meriterebbe di essere atteso per almeno 3-4 anni, ma questo non vuol dire che non si possa goderne anche ora. La gradazione si ferma a 13%, a tutto vantaggio di una maggiore piacevolezza; segnalo di non berlo a temperatura troppo bassa, non scenderei sotto i 10 °C, ma io lo preferisco sopra i 12. Come prima annata direi che siamo partiti alla grande, questo è un vermentino che rimane impresso per personalità e profondità, l’anima sarda emerge senza mezze misure, non potrebbe essere mai confuso con un Vermentino ligure o toscano. Tenendo conto del lavoro che c’è dietro e del numero di bottiglie limitato, il prezzo a mio avviso è assolutamente corretto. Cinque chiocciole in prospettiva.