Bianco Caliga 2024
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 06/2025
Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: bellone 45%, vermentino 45%, chardonnay 10%
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: TENIMENTI LEONE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 17 a 21 euro
Vino BIO: sì
Mi piace parlare dei vini di Tenimenti Leone partendo da questo bianco ottenuto da bellone, vermentino e una piccola quota di chardonnay, perché a mio avviso è l’emblema del terroir dove dimorano le uve aziendali. Un vino dalla spinta trascinante, vivo, vibrante, che accende i sensi e lascia intravedere molto bene le potenzialità di questi luoghi di origine vulcanica.
Il lavoro di cantina è frutto di opportune sperimentazioni che hanno portato a scegliere un metodo efficace per mantenere al meglio tutte le caratteristiche espressive dei tre vitigni; dopo una pressatura soffice, il mosto ottenuto è stato sottoposto a una decantazione statica a freddo, ideale per una chiarifica naturale, senza bisogno di alcun prodotto.
La fermentazione si è svolta in acciaio a temperatura controllata di 18 °C per 12 giorni con lieviti selezionati dalle varietà utilizzate, per favorire al meglio le qualità aromatiche di ciascuno senza “contaminazioni”. Affina sempre in acciaio sulle fecce fini per 6 mesi, prima dell’imbottigliamento viene effettuata una filtrazione grossolana.

Nel calice ha un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, bouquet ampio, dove emergono note di agrumi, pompelmo, mandarino giallo, melone Piel de Sapo, toni fumé, erba limoncella, fiori di campo.
Al gusto è sorprendente, di notevole intensità, grande freschezza grazie a un’acidità ben integrata con la polpa che ne esclude ogni ipotetica aggressività; il lascito via via sempre più salino conferma il forte contributo minerale che dona a questo bianco una incredibile vena gioiosa che ti conquista e un’eleganza non comune.
A tavola è un bianco decisamente versatile, lo abbinerei a bruschette con ratatouille, caserecce con le verdure, frittata alla laziale (con aglio, prosciutto cotto, pomodoro, pepe, parmigiano, basilico), pasta e ceci alla romana. Sfiora la quinta chiocciola.
Una curiosità sul nome del vino: il termine “càliga” identifica un antico sandalo usato dai legionari e dagli ufficiali romani ai tempi dell’impero, ma qui si ispira a Gaio Cesare, figlio di Germanico, conosciuto come Caligola, eccentrico navigatore, fortemente legato alla tradizione egiziana delle navi santuario, a lui è attribuita la costruzione di due leggendarie navi imperiali denominate “Navi di Nemi”, recuperate dai fondali del noto lago della provincia romana grazie a un’impresa archeologica condotta dal 1928 al 1932.