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Barolo Bussia 2013

Barolo Bussia 2013 MarroneDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2021


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 15%
Produttore: MARRONE – Azienda Agricola Gian Piero Marrone
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre 50 euro


Questa volta è tempo di “Bussia”, senza dubbio una tra le MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva) più celebri ed estese del Barolo. Situata a centro-sud rispetto al noto comprensorio vitivinicolo piemontese, nel comune di Monforte d’Alba, è un’altra storia che parla di Langhe, di famiglia e tradizioni. Quella dei Marrone, a cui ho dedicato lo scorso anno un lungo articolo che vi consiglio di rileggere, per intenderci, è capeggiata dall’instancabile Gian Piero, coadiuvato dalla moglie Giovanna e le vulcaniche figlie Denise, Serena e Valentina; è un perfetto esempio di azienda a conduzione familiare che non ama star con le mani in mano. Ho potuto constatarlo personalmente: anche in un periodo difficile, a tratti impossibile, come quello che va da aprile 2020 ad oggi, l’azienda ha impiegato una tenacia a tratti surreale.
Nuove frontiere della comunicazione virtuale, video a puntate che raccontano il territorio sui tutti i canali social, interesse nel voler mostrare la potenzialità dei propri vini tramite incontri telematici con professionisti del settore, insomma tutto ciò che è stato possibile fare per non darla vinta al Covid, un maledetto virus che non può e non deve massacrare il settore vitivinicolo. Marrone possiede circa 2 ettari di vigneto nel comprensorio del Barolo DOCG, una parte di questi è proprio in Bussia.
Il terreno Elveziano di Monforte d’Alba è ricco di marne grigio-brune molto compatte, da queste parti vengono prodotti vini che posseggono potenza e struttura, complessità, tannini importanti che richiedono tutta la magia del tempo per essere smussati, senza dubbio vini appassionanti e longevi. La vendemmia 2013 è stata molto particolare, una sorta di annata “vintage”, le operazioni di raccolta sono iniziate 15 giorni in ritardo rispetto agli ultimi 10 anni, inoltre è stata caratterizzata da un doppio andamento. La prima fase del ciclo vegetativo è partita con estremo ritardo, nel secondo periodo invece, grazie ad un settembre ed ottobre particolarmente favorevoli dal punto di vista climatico, è stato possibile ottenere risultati molto soddisfacenti.
Un’ottima annata dunque, abbastanza regolare, priva di fenomeni che vanno ad incidere troppo sul risultato finale. 100% nebbiolo, nello specifico varietà lampia e michet, pieno sud est ad un’altitudine pari a 300 me tri sul livello del mare. Vigne che hanno in media sessant’anni d’età, crescono su terreni in questo caso ricchi d’argilla con un’alta percentuale di sabbia, che possono definirsi a ragion veduta particolarmente omogenei a bassa permeabilità.
Selezione in vigna e durante la pigiatura per rimuovere gli acini non perfettamente sani e maturi. Fermentazione con macerazione a contatto con le bucce a 30 ° C per 35 giorni, fermentazione malolattica in grandi botti da 25 Hl e 30 mesi di affinamento in legno, per finire bâtonnage su fecce fini per i primi 10 mesi più altri 6 di riposo in bottiglia prima della vendita. Trascorsi 7 anni dalla vendemmia, colpisce sin da subito per la sua trama particolarmente profonda e di media trasparenza, un granato intenso che non cede spazio alle classiche sfumature data dall’affinamento; estratto notevole, roteandolo all’interno del bicchiere si muove lentamente.
Un naso stratificato e cangiante, non ci concede facilmente, ci sono voluti oltre 30 minuti dalla mescita per cogliere le sfumature più importanti. Un misto di spezie orientali, viola appassita, eucalipto, pepe nero e grafite, intervallati da toni maturi di mora e amarena. il finale rimanda inesorabilmente al terreno, chiude su ricordi di terriccio bagnato, funghi secchi e cuoio.
Il sorso è ancora teso, il tannino importante e leggermente smussato dal tempo, un vino che ad oggi ha raggiunto forse l’età “per prendere la patente”, perché su tutti vince la freschezza, coadiuvata da un’importante impronta sapida che scorre lungo tutta la degustazione, senza pesantezza d’alcol nonostante i 15% vol., rivelando la potenza del terroir in un’annata che a mio avviso avrà ancora tanto da raccontare.

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