Barbera d’Alba Vigna Scarrone 2022
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 12/2025
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 15%
Produttore: VIETTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 44 a 48 euro
Saliamo di un gradino e giungiamo, metaforicamente parlando, sino alla Vigna Scarrone. La stessa che dà il nome alla seconda etichetta di Barbera d’Alba proposta dalla cantina Vietti di Castiglione Falletto, in provincia di Cuneo. Il vitigno barbera a mio avviso in Langa ha un potenziale pressoché infinito. Il problema – semmai – è che pochissime cantine dedicano alla nota cultivar piemontese la stessa passione, e amore, che riservano al nebbiolo, lo stesso che – soprattutto negli ultimi anni – ha letteralmente conquistato i mercati di tutto il mondo.
La questione è legata ad un fatto meramente culturale, alla capacità da parte del consumatore di carpirne la vera essena. Amo definirla l’uva popolare per eccellenza delle campagne contadine del cuneese e dell’astigiano. Il Barbera a tavola non regge confronti in tema di abbinamento gastronomico, quest’ultimo troppo spesso sottovalutato. Ormai si beve soltanto per darsi un tono, non per accompagnare una pietanza e valorizzare il lavoro compiuto in cucina da un buon cuoco. Vietti tutto ciò lo sa bene, infatti sta compiendo un lavoro straordinario riguardo il suddetto vino; anche in annate non propriamente facili come la 2022, caratterizzata da caldo torrido, siccità e tutto ciò che mette a dura prova il lavoro del viticoltore.
Le uve del Barbera d’Alba Vigna Scarrone 2022 provengono dalla parte più vecchia del vigneto ubicato in Castiglione Falletto, nella località Scarrone, con esposizione sud-est. La densità è di ca. 4.300 piante per ettaro. La scarsa produzione deriva dall’età delle viti, piuttosto vecchie. In cantina si parte da una macerazione a freddo pre-fermentativa, fermentazione alcolica per circa due settimane in tini di acciaio aperti, con follature meccaniche e diversi rimontaggi. Alla fermentazione alcolica segue una macerazione post-fermentativa con le bucce. Il vino viene poi svinato e trasferito in barriques per la malolattica. L’affinamento, della durata di circa 18 mesi, è diviso tra acciaio, barriques e botti varie.
Rubino intenso con riflessi violacei, mostra un buon estratto. Il timbro è marcatamente speziato, ricco di rimandi legati al chiodo di garofano, alla noce moscata e ad un ricordo di vaniglia appena sfumato; con lenta ossigenazione affiora l’irruenza di un frutto goloso, nero, che sa di mirtillo e amarena spremuti. Anche la grafite arricchisce il bouquet, ivi compresa una sensazione terrosa che rende il tutto ancor più complesso. In bocca avverto maggior sapidità ed estratto senza nulla togliere alla leggiadria del sorso, allo slancio di questa interessante Barbera che a mio avviso invecchia molto bene e conquista la quinta chiocciola. Polenta bramata con spezzatino di cervo.