Alto Adige Pinot Nero 2018
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2023
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: pinot nero
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: FRANZ HAAS
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 23 a 26 euro
Quasi due anni fa, il 13 febbraio 2022 Franziskus Haas, da tutti conosciuto come Franz, ci lasciava a soli 68 anni colpito da un infarto. Un duro colpo per la famiglia e per tutto il mondo del vino che perdeva uno dei grandi maestri del pinot nero, suo amore profondo, da lui considerato “il bianco fra i rossi”. Per questo vitigno ha davvero osato e investito tantissimo, nel 1999 prese in affitto degli appezzamenti tra gli 800 e i 1150 metri nel comune di Aldino, altitudini che allora significavano maturazioni difficili e inevitabilmente tardive, ma Franz aveva capito che il clima stava cambiando e il pinot nero ne soffriva in modo particolare, così mise a dimora alcuni cloni da lui selezionati, fu una scelta vincente.
Questa etichetta nasce da una selezione di uve provenienti da vigneti collocati a differenti altitudini, tra i 350 e i 900 metri s.l.m., i terreni sono ovviamente differenti e questi sono fattori che aumentano la complessità del vino ottenuto. Gli impianti son o ad alta densità e le rese si attestano fra i 35 e i 40 ettolitri per ettaro.
La vinificazione si svolge in vasche aperte, nelle quali il mosto in fermentazione entra in contatto con le bucce tramite frequenti rimontaggi e follature, per consentire una perfetta estrazione delle sostanze coloranti e degli aromi contenuti nella buccia. Un anno in barrique e qualche mese di affinamento in bottiglia completano il percorso.
L’ho acquistato in un supermercato nella mia zona, il Superconti in Via Tiberina km. 14.400 nel comune di Capena, all’ottimo prezzo di 21,90 euro. Come tanti vini dell’Alto Adige il vino è chiuso con il tappo Stelvin, scelta coraggiosa in un’epoca in cui ancora gran parte degli italiani guarda con diffidenza questo genere di tappi, associandolo a vini di scarsa qualità.
In realtà sono sempre più numerosi i produttori che riconoscono i molti vantaggi di questo sistema di chiusura, soprattutto per vini che non sono destinati a lunghissimo invecchiamento (ma qui si potrebbero aprire infiniti dibattiti, poiché come per i tappi tecnici, oggi esistono Stelvin con diversi tipi di membrane più o meno porose, in grado di lasciar passare micro quantità di ossigeno).
Nel calice il 2018 presenta un colore rubino luminoso e trasparente, con unghia leggermente granata, il bouquet è molto piacevole, ricorda il lampone maturo, la confettura di prugne, la ciliegia, leggera marasca, cenni di cannella e cardamomo.
All’assaggio rivela un’ottima vena acida, una trama succosa e di bella finezza, i tannini sono molti fini e il sorso è davvero rinfrescante, il finale richiama sentori balsamici e di sottobosco. Vicinissimo alla quinta chiocciola.