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Alto Adige Pinot Bianco Tradition 2021

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 01/2023


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: pinot bianco
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: TERLANO – Cantina Terlano
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 12 a 15 euro


Non è una novità che il pinot bianco, in Alto Adige, sia riuscito nel tempo a trovare una delle culle d’elezione in grado di esprimere gran parte dell’eleganza intrinseca. A Terlano (BZ) restituisce un frutto estremamente diverso da quello che potremmo trovare in Borgogna, la sua terra natia, o meglio in Alsazia dov’è maggiormente allevato. La grande mineralità del suolo tra queste colline fa la differenza, le cosiddette rocce di porfido rosso del Monzoccolo, e soprattutto le vigne esposte a sud–sud ovest a 600 m s. l. m.
È trascorso ormai quasi un secolo, 1927 per l’esattezza, da quando la Cantina Terlan imbottiglia il suo primo pinot bianco in purezza, e la musica è più o meno sempre la stessa. La filosofia parla di amore e studio nei confronti del territorio, e di come riuscire a mostrare il suo volto attraverso il vino e la cura in vigna, tanto quanto in cantina; condizione necessaria per mantenere costante il livello di qualità nel tempo. L’etichetta Tradition 2021, linea dei grandi classici di Casa Terlan, è frutto di uve allevate tra i 350 – 900 m s.l.m. e con pendenze che vanno dal 5 al 70%. Resa pari a 63 hl/ha, vendemmia e selezione delle uve manuali. Segue pigiatura delicata, sfecciatura per sedimentazione naturale e fermentazione lenta a temperatura controllata in cisterne d’acciaio inox. L’affinamento si protrae per 6-7 mesi sui lieviti fini in fusti d’acciaio. Veste paglierino chiaro con riflessi verdolini, estratto medio e luminosità notevole.
Mostra un timbro olfattivo garbato e per nulla ingombrante, fiori freschi e frutti croccanti si intrecciano in una gara senza fine: pesca bianca, mela Granny Smith, camomilla e tiglio su un’incessante vena di calcare e pietra polverizzata, cui fa eco un ricordo di cipria/smalto che con lenta ossigenazione diviene protagonista.
Sorso ancora leggermente dominato dall’irruenza sapida, la freschezza tuttavia non latita affatto. Secondo la mia esperienza relativa agli assaggi di Terlan, quest’ultima, guadagnerà terreno con l’affinamento, ricordiamo che è un vino estremamente giovane e la “potenza” del terroir inizialmente incide non poco.
Al momento trova il massimo splendore in abbinamento ad un piatto di gamberoni alla piastra con zest di cedro e olio evo all’aglio. Quattro chiocciole abbondanti.

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