Alta Langa Riserva Pas Dosé 2020
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2026
Tipologia: DOCG Spumante Bianco Pas Dosé
Vitigni: pinot nero, chardonnay
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: CUVAGE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 38 a 44 euro
Dopo aver raccontato la storia di Cuvage, e recensito tre vini della gamma proposta dall’azienda vitivinicola di Acqui Terme (AL) – i più curiosi potranno approfondire cliccando qui – torniamo a parlare di spumanti, mediante una delle denominazioni che negli ultimi anni sta riscuotendo maggior successo e interesse da parte di appassionati ed addetti ai lavori.
Alludo all’Alta Langa, eletta DOCG nel 2011. Ritengo fosse anche ora, magari non tutti sanno che proprio in Piemonte è nato il primo metodo classico italiano. Attorno ai primi dell’Ottocento i conti di Sambuy, influenzati dai cugini d’Oltralpe, iniziarono a coltivare alcuni vitigni francesi – soprattutto pinot noir – allo scopo di produrre nobili bollicine sul modello dei ben più noti Champagne, una tipologia di vini sempre più richiesta dai mercati internazionali, inclini a considerare svariate denominazioni, e non soltanto i soliti nomi.
I vigneti in questione – circa 6 ettari – sono situati sulla dorsale collinare che va da Strevi (AL) a Castino (CN), posti ad un’altitudine fino a 450 m slm. I terreni da cui provengono le uve che caratterizzano l’Alta Langa Riserva Pas Dosé 2020, possono essere definiti come un amalgama di marne grigio-biancastre di forte componente calcarea. Blend di pinot nero e chardonnay. Dosaggio 0 g/l. La vendemmia viene effettuata da metà agosto esclusivamente a grappolo intero adagiato in cassetta.
In cantina si inizia con la pressatura soffice dello stesso ottenendo diverse frazioni di mosto separate. Dopo una decantazione statica a freddo e una leggera chiarificazione, si procede con inoculo di lieviti selezionati. Il vino ottenuto riposa sette mesi in acciaio, senza fermentazione malolattica. Il tirage – abitualmente svolto in aprile – precede la seconda fermentazione in bottiglia. Affina sui lieviti per un minimo tre anni, più un ulteriore riposo di almeno di novanta giorni prima della messa in commercio. Veniamo al vino.
Calice luminoso, paglierino chiaro e vivace, riflessi beige. Perlage impeccabile, tiene lo sprint per diversi minuti; la sboccatura è avvenuta il 26-03-2025. Al naso pietra frantumata, calcare, effluvi minerali avvolti da un frutto goloso, suadente: pesca noce, melone d’inverno e ribes bianco, scorza di limone e uva spina; la parte floreale è intensa, freschissima, conferisce pulizia e austerità. Con lenta ossigenazione il miele agli agrumi fa capolino, suggestioni di pâtisserie e leggero smalto in chiusura ad aumentare carisma e complessità.
Un sorso che riempie letteralmente il palato, timbro piuttosto incisivo, mostra una materia notevole che tuttavia non appesantisce, al contrario, scivola con disinvoltura e appaga per via della carbonica setosa ed una freschezza controbilanciata egregiamente alla sapidità.
Ho azzardato l’abbinamento mediante un rollè di coniglio con peperoni e cipolla di Tropea e ho fatto centro.