Albugnano Superiore 2017
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2022
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: ROGGERO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 20 euro
Continua l’inarrestabile ascesa dell’Albugnano Doc. Con sommo piacere, mentre con la dovuta calma proseguono i nostri racconti su Lavinium, ho avuto modo di riscontrare che l’Associazione omonima si sta muovendo parecchio in giro per le capitali italiane del vino – Milano e Roma – presentando con grinta e determinazione il lavoro svolto dai vari soci, attività fondamentale per la crescita di un territorio.
L’Azienda Agricola Roggero nasce ad Albugnano (AT) nel 1850, a dire il vero anche qualche anno prima. Ben cinque generazioni di uomini, soprattutto padri e figli, intenti a tramandare le tradizioni di un territorio vocato dove il nebbiolo viene coltivato da sempre, considerato il vino del quotidiano e al contempo un prodotto ambito da consumare nei giorni di festa; tutto dipende dalla bottiglia scelta in cantina s’intende. Bruno e Marco, consapevoli delle proprie radici, continuano il viaggio con uno sguardo rivolto al futuro e con un occhio modi specchietto retrovisore, perché è solo dal passato che è possibile scegliere – dunque non sbagliare – la strada da percorrere.
L’Azienda coltiva 7 ettari di terreno nella collina di Albugnano cercando in tutti i modi di preservare l’ambiente circostante e di intervenire il meno possibile e al solo scopo di tutelare il sano sviluppo della pianta. Nebbiolo 100% vendemmiato ad ottobre da vigne allevate a guyot, le stesse risalgono al 1966 dunque possono ritenersi a ragion veduta “splendide cinquantenni”. Piante che affondano le proprie radici su terreni argillosi e calcarei posti ad un’altitudine che supera di gran lunga i 400 metri sul livello del mare, all’interno del comune di Albugnano. Il mosto ottenuto dalla spremitura subisce 15-20 giorni di macerazione, due dèlestage e due rimontaggi al giorno. Affina un anno e mezzo in botte piccola di rovere francese, più altri 6 mesi di riposo in bottiglia.
Lo sguardo è rivolto verso un calice di vino che mostra una buona trasparenza, tonalità rubino-granata che con l’invecchiamento diverrà color mattone-arancio. Avvicinandolo al naso il frutto è protagonista, integro e ben maturo, s’avverte una pienezza che ingolosisce e ben predispone a ciò che poi sarà l’assaggio; ricordi di ciliegia, lampone e arancia rossa sanguinella uniti ad un accento significativo di spezie dolci e fiori piuttosto incisivi, tra cui chiodo di garofano, geranio selvatico, pepe nero. Con lenta ossigenazione emergono ricordi di cacao amaro, nocciola leggermente tostata e terriccio umido, sottobosco; evoluzione molto interessante anche a 24 ore dalla mescita.
Palato ricco, pieno, succoso dominato da un tannino serico e una verticalità gustativa che anticipa il finale nettamente salino, profondo; caratteristiche derivate, oltre che dall’ottimo lavoro in vigna/cantina, anche dall’anzianità delle piante.
Quattro chiocciole abbondanti, un assist perfetto per un piatto di lumache cotte a mestiere in un laghetto di nebbiolo di Albugnano.