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Albugnano Eclissi 2017

Albugnano Eclissi 2017 Cascina QuarinoDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2022


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 15%
Produttore: CASCINA QUARINO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 20 euro


Una superficie vitata di sette ettari nel pittoresco borgo di Aramengo (At), è questo il fulcro e cuore pulsante di Cascina Quarino, tra i soci fondatori dell’Associazione Albugnano 549. Trattasi, come spesso accade da queste parti, di azienda agricola a conduzione prettamente familiare che da tre generazioni dedica tutto il proprio impegno alla coltivazione della vite; un viaggio intrapreso allo scopo di mantenere le tradizioni del luogo attraverso tutta la maestria del far vino in maniera essenziale, artigianale, pur non disdegnando i mille vantaggi della modernità, soprattutto in cantina.
La Famiglia Fasoglio produce otto diverse etichette tra cui l’Albugnano Eclissi, oggetto del mio articolo. Ci troviamo all’interno del comune omonimo in provincia di Asti ad oltre 400 metri d’altitudine, le uve vengono allevate a guyot ad archetto su terreni misti con prevalenza d’argilla; vigne d’oltre vent’anni. Nebbiolo 100% vendemmiato durante la prima decade di ottobre: si inizia con una macerazione di circa 10 giorni a 28° con rimontaggi programmati, il délestage viene effettuato una volta sola, malolattica a fine fermentazione. L’affinamento in barriques (2°passaggio) di rovere francese dura 18 mesi, l’imbottigliamento avviene all’inizio della primavera del terzo anno post vendemmia, segue riposo di 6 mesi sempre in bottiglia.
Rubino caldo, profondo, nuance rubino a bordo bicchiere, mostra consistenza ed estratto notevoli. Il naso ha un timbro importante, in questa fase la frutta matura domina: amarena, more selvatiche, ma anche liquirizia e una sinfonia di spezie orientali e tè nero; con lenta ossigenazione terriccio umido, sottobosco e toni prettamente autunnali.
In bocca mostra ancora tutta la sua giovinezza nonostante l’annata torrida, tannino vispo, protagonista, felpa il palato per poi disciogliersi con maestria grazie ad una freschezza da manuale; sapidità da vendere, colpisce l’assenza di alcol percepito nonostante i 15% vol. Vino da riassaggiare tra almeno 3-5 anni, anche se ad oggi, abbinato ad un gulasch ungherese, sa il fatto suo. Quattro chiocciole abbondantemente in rotta verso la quinta.

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