La forza dei Bianchi della Campania: appuntamento il 24 gennaio da Cap’alice a Napoli

La viticoltura della regione Campania è spesso associata ai vini a bacca rossa, all’aglianico e al suo nobile vino Taurasi in particolare, ma negli ultimi anni ci si è sempre più appropriati e resi conto della forza, della longevità e del carattere delle uve a bacca bianca che costellano i tanti areali di questo splendido territorio.
La Campania vanta una tradizione enologica tra le più antiche d’Europa, percorrendola dalla provincia di Napoli, attraversando la zona vesuviana, passando poi per Avellino e Benevento, per il casertano, fino alla provincia di Salerno, quasi a toccare la vicina Calabria, è possibile incrociare i propri passi con molteplici varietà, ciascuna con il suo distintivo carattere.
Volendoci soffermare su quelli più conosciuti possiamo partire dall’area del beneventano con la Falanghina, vitigno di grande profondità tra i più diffusi nell’intera regione. Un’occasione unica quella che si svolgerà giovedì 24 gennaio nell’ambito di Storie di Vini e Vigne presso Cap’alice, che vedrà alcuni grandi bianchi a confronto.

È il caso delle due referenze di Libero Rillo, produttore dell’azienda Fontanavecchia a Torrecuso, presidente del Consorzio di Tutela Vini del Beneventano, che ha dedicato uno studio profondo ai vini da falanghina. Due massime espressioni ne sono i cru Facetus e Libero.
Con il Cru Facetus, Libero Rillo ha deciso di sfidare il tempo e di uscire sul mercato con qualche anno in più sulle spalle; infatti a gennaio è prevista l’uscita della sua 2012, un bianco di cui ne vengono prodotte tra le quattro e le cinquemila bottiglie, a seconda dell’annata e che deriva da una vigna di circa venti anni. Molto diversa dalla precedente è la Falanghina del Sannio Libero 2007, dove cambia anche la metodologia produttiva, parte delle uve viene fatta appassire, mentre un’altra piccola parte fermenta in barrique, con un successivo affinamento di tre anni in botte piccola. Anche qui la produzione è limitata e ne vengono prodotte appena 2000. Dalla Falanghina passiamo a un’altra varietà che seppur non così largamente diffusa, ha senza dubbio una sua storicità di grande prestigio. Siamo nell’alto casertano, la terra del Pallagrello Bianco, del quale si è fatta interprete appassionata Paola Riccio nella sua bellissima tenuta Alepa a Caiazzo. Paola incarna perfettamente la natura di questa varietà, solare e decisa, dinamica e profonda. Nella sua tenuta pratica un’agricoltura a bassissimo impatto ambientale e sarà interessante assaporare le annate 2008 e 2013 del suo Riccio Bianco, per coglierne non solo i segni del tempo, ma anche la crescita e la consapevolezza che la giovane Paola ha acquisito con il tempo.

Tra i grandi bianchi campani non può naturalmente mancare il Fiano, in questo caso esamineremo l’areale di Lapio, precisamente in contrada Arianello, dove si estendono le vigne di Ercole Zarrella della cantina Rocca del Principe. Da qualche anno Ercole insieme alla moglie Aurelia Fabrizio, appassionata vignaiola, si sono decisi a produrre il cru Tognano proveniente dalla omonima collina situata sul versante nord, dove si concentrano le piante più vecchie di circa trent’anni.
Sarà l’occasione per degustare il Tognano Fiano di Avellino 2016, ultima annata appena uscita sul mercato e l’annata che lo ha preceduto, ossia la 2015; due annate piuttosto diverse che sapranno esprimere questa diversità nei calici.
Sarà un piacere ascoltare i tre produttori Libero, Paola ed Ercole, confrontarsi con i loro prodotti e approfondire tre realtà davvero uniche.
Non solo vini, non mancheranno infatti le deliziose proposte di Mario Lombardi.
Fosca Tortorelli
Cap’alice l’enosteria tipica napoletana è in via Bausan, 28 a Napoli
Prenotazioni ai numeri 081 19168992 – 335 5339305
Marina Alaimo
comunicazione – organizzazione – grafica
alaimo.marina@libero.it


