I racconti di Alda: Oggi no

Questa volta è proprio una gita a sorpresa. Il tempo è bruttino, instabile, ma nessuno di noi ha voluto rimandare o addirittura rinunciare. È ancora agosto ancora caldo, molto caldo, troppo caldo e per noi rimasti in città e con la prospettiva di rimanerci fino alla fine dell’estate, in alcuni momenti è stato proprio insopportabile anche se poi…ce ne siamo fatti una ragione. A che serve sbuffare e lamentarsi continuamente quando sai che non puoi evitare quello che sta succedendo sia fuori o dentro di te? Tiri su la testa, raddrizzi spalle e collo e ti organizzi con ventilatori o altro cercando di evitare raffreddori, febbricole e ossa doloranti. Magari poi succede lo stesso, ma almeno ci hai provato. E in ogni modo ci sono i buoni libri a salvarti, la musica, qualche amico nella tua stessa situazione, qualche uscita nelle ore più accettabili e, insomma, resisti, e poi le gite, le vere salva-vita.
Abbiamo tanto sospirato la pioggia ma…oggi no.
Siamo in macchina. Noi quattro come sempre in queste gite irrinunciabili e tanto benefiche per la nostra salute fisica e mentale. La mente, questa sconosciuta con le sue strade spesso accidentate, contorte, vicoli oscuri e improvvisi tipo – mi perdo non mi perdo- spazi aperti pieni di luce e di bellezza.
Non ricordo niente delle strade che stiamo percorrendo. “Possibile?” mi chiede mio figlio.
“Vero verissimo”, rispondo e quasi ne sono contenta. Tutto da scoprire. Come al solito ci accompagnano la musica, le nostre parole, quelle dette e quelle non dette, i commenti a voce alta, gli sguardi, i nostri pensieri, leggeri come l’aria di questa mattina. Si respira meglio così, tra pioggia e sole in gara. Il vento. Finora nessuna gita organizzata dalla coppia ci ha deluso. Dopotutto la cosa veramente importante è stare insieme e per questo abbiamo tutta la giornata per noi.
Tarda mattinata, il sole che va e viene tra tentativi di pioggia. La strada, la musica. Un panorama sconosciuto eppure molto simile ad altri ben custoditi nella memoria. Vasti campi, paesini a volte con case così strette le une alle altre da sembrare un corpo unico. Quante vite, quante storie, eppure se ci siamo già passati da qui, mi piacerebbe ritrovarne almeno uno spiraglio in questa memoria forse già troppo annosa e poi, improvviso, il ricordo riaffiora. Magliano Sabina.

Quattro anni fa, era maggio, una giornata simile a questa e i nostri due figli che si sposavano con il rito religioso dopo quasi vent’anni da quello civile. Quando l’amore… Una giornata speciale. Ti ricordi amica mia quanti bei momenti, quanta gioia e quel senso di sicurezza, ormai più forte di una speranza: se dopo vent’anni si risposano… In un mondo dove le separazioni sembrano scontate e spesso dolorose come un’aspettativa mancata, una promessa non mantenuta, era bello vederli ancora e per sempre insieme.
La piccola chiesa antica, bellissima e così intima e raccolta pure tra tanta gente e dopo la cerimonia tra sorrisi e qualche lacrima l’incontro nel “Ristorante degli Angeli”. È proprio lì che stiamo andando.
Siamo arrivati. Siamo al piano sopra quello della “sala cerimonie”.
Ricordo bene quella giornata perfetta. Il giardino. Le tante foto (io non ne ho nemmeno una in gruppo o sola con te amica mia, mi sarebbe piaciuto tanto). Una piccola ombra tutta personale su una giornata da non dimenticare. Gli amici. I parenti. I giovani, qualcuno con la chitarra. Il panorama. Anche da qui il panorama è da non dimenticare. Stiamo bene, il pranzo è ottimo. Non sono vegana anche se i miei gnocchi lo sono, ma con un tocco di classe, delicati, una scelta personale. Tutto molto piacevole, soft, la sala elegante il cibo di prima qualità, i vini. Stiamo così bene.
Dopo il dolce squisito e il caffè ci prepariamo per la passeggiata di rito quando, improvvisa e violenta, la pioggia trionfa sul sole e sui miei imploranti “oggi no”. Ma se credeva di rovinarci la gioia ha sbagliato bersaglio. Gioia e amore non si guastano per un po’ di bagnato.
Ombrelli, scaletta scivolosa superata, corriamo alla macchina. Mi volto indietro per un ultimo saluto al “Ristorante degli Angeli” poi via verso casa. Siamo ormai lontani e già non piove più. La pioggia. Che bastarda. Proprio oggi che nessuno di noi la voleva! Faremo la passeggiata la prossima volta. È stato tutto bello anche così, tra i ricordi di una giornata felice da conservare nel cassetto delle memorie e il presente e nel futuro che non ci deluderà mai perché siamo noi, comunque e dovunque, con il sole o con la pioggia. Io ci credo.
Alda Gasparini

