Statistiche web
Il tema del giorno

E Report conferma: sempre più pesticidi nei nostri vini


Trattamento in un vignetoNe avevo già parlato ad aprile qui, ma in quel caso si trattava di un’analisi effettuata dalla Pesticide Action Network Europe, insieme ad altre organizzazioni non governative (NGO) di Austria, Francia e Germania, su 40 campioni di vino venduto all’interno dell’UE, che aveva rilevato tracce evidenti di 24 diversi pesticidi, di cui ben 5 classificati dall’UE come cancerogeni, tossici, alteratori endocrini e mutageni. Addirittura furono trovate tracce di pesticidi anche in un vino ottenuto da agricoltura biologica, probabilmente perché l’azienda confinava con altre che biologiche non erano. Oggi si sa per certo, e la puntata di Report andata in onda domenica scorsa, dal titolo “Il piatto è servito” ne ha dato conferma, che l’uso di pesticidi, soprattutto di nuova generazione è in largo aumento, sebbene ci sia anche un progressivo aumento dell’agricoltura biodinamica.
se ne parla troppo poco, ci si preoccupa se vengono rispettati i disciplinari, cosa giustissima, perccato che non ci si allarma neanche un po’ di fronte al fatto che la maggioranza degli alimenti provenienti dall’agricoltura, uva da vino compresa, ha un buon numero di sostanze tossiche, molte delle quali cancerogene. Il limite, gravissimo, è che le nostre normative e soprattutto gli esami che vengono effettuati non tengono conto mai dell’accumulo nell’organismo umano, ma si limitano a valutare il grado di tossicità del singolo prodotto. Come avviene per il pesce di mare, in particolare i grossi predatori come tonno, pesce spada, cernia, hanno un notevole contenuto di metalli, fra cui mercurio e cromo.
Presi singolarmente, è facile dire che è consigliato non superare i 150 grammi di tonno a settimana, ma ha poco senso se non consideriamo l’altro pesce che si può mangiare durante lo stesso periodo. Così avviene con la frutta, con il vino, ma anche per la strada, dove le centraline, i cui parametri massimi di inquinamento sono stati già alzati per consentire la circolazione, servono solo a indicare una situazione del momento.
L’organismo umano non funziona così, non è a compartimenti stagni, bensì tende ad accumulare al proprio interno tutto ciò che non è in grado di espellere o trasformare e digerire.
Il fatto che si riesca, grazie soprattutto alla prevenzione, a risolvere molti casi di tumore, non serve ad impedirne l’aumento esponenziale dovuto alle condizioni ambientali, dove per “ambientali” si intende anche alimentari. L’intera catena alimentare è condizionata inevitabilmente dai danni ambientali, dallo smog, dagli eccessi nell’uso di prodotti chimici, fertilizzanti compresi.
Aggiungiamo la pessima abitudine di alimentarsi senza seguire il naturale ciclo produttivo stagionale, aggiungiamo che è ormai esiguo il numero di aziende che rispetta l’antica e salutare ricetta di salvaguardare la vitalità dei terreni alternando le varietà da coltivare per non utilizzarne sempre gli stessi elementi. Molto meglio fertilizzare, combattere insetti e parassiti con pesticidi, introdurre ormoni per velocizzare la crescita ecc.
Sarebbe ora di darsi una svegliata, altro che resveratrolo! Non si può comportarsi sempre con sufficienza e illudersi che tanto a noi non succederà, le statistiche parlano chiaro. Per quanto è possibile bisogna imparare a difendersi e informarsi su chi lavora con maggiore attenzione all’ambiente, la nostra salute non potrà che avvantaggiarsene. L’immobilismo o il fatalismo in attesa che vengano cambiate le norme è fuori discussione.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio