Da Terra Marginale a Terra Originale
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Non ho idea se sia stato ispirato al bellissimo film “Il sale della terra” del regista Wim Wenders sulla vita del grande fotografo brasiliano Salgado, autore di numerosi lavori fotografici di denuncia del male dell’uomo, ma certamente l’iniziativa “Terre Originali” merita un plauso particolare.
Dall’ultimo censimento sull’agricoltura risulta purtroppo che in Italia sono presenti oltre 4 milioni di ettari di terreni incolti. Tra l’altro, di questi circa 338 mila sono di proprietà pubblica. Tale fotografia credo che mette in risalto un problema emergente nel nostro Paese, che già a causa della sua particolare conformazione non dispone in abbondanza di terreni coltivabili. Quindi, se da un lato le stime dei prossimi 5-10 anni evidenziano che alcune migliaia di aziende agricole italiane saranno a rischio di chiusura a causa di una difficoltà nel tramandare il business in famiglia, dall’altro migliaia di giovani inattivi o con scarse prospettive future possono essere attratti dalla possibilità di un ritorno alla terra, vista anche come un’occasione di contribuire ad alimentare i sistemi locali di produzione agricola per la difesa e la preservazione del proprio territorio.
Partendo da questo scenario il progetto “Terre Originali” si pone come obiettivo di avvicinare e facilitare l’interazione fra i terreni incolti o abbandonati e i giovani imprenditori agricoli attraverso un modello che, pur nel rispetto delle tradizioni e della qualità dei prodotti, dei luoghi, delle persone, porti con sé chiari elementi di innovazione. L’iniziativa mira infine ad attrarre nuovi investimenti di piccola e media scala nel settore agricolo e agroalimentare, rilanciando il lavoro e valorizzando il territorio e l’identità della sua comunità. Le idee imprenditoriali per la gestione dei terreni incolti dovranno essere inviate entro febbraio.
“E’ importante però non improvvisare” – sottolinea Fabio Palladino, portavoce dell’Associazione Mercato dei Contadini delle Langhe – “chi non sa nulla di campagna potrà avere il supporto e l’aiuto della commissione. Non occorre essere residenti nel territorio Cuneese, e chi ha già un’attività in proprio può comunque partecipare al progetto, dualismo ovviamente non perseguibile a regime per motivi legislativi“. “E’ nostra intenzione trasmettere il messaggio di cogliere nuove opportunità” – aggiunge l’agronomo Massimo Penna – “puntando alla biodiversità, dando ad esempio priorità a coltivazioni e produzioni di nicchia, salvaguardando specialità del territorio uniche al mondo: consiglio ad esempio di coltivare mais “otto file” o varietà storiche simili, forse meno produttive ma certamente ideali per alcuni prodotti e meno sensibili ad allergie o intolleranze rispetto ai mais coltivati in larga scala“. Maggiori informazioni e dettagli sul sito →Da Terra Marginale a Terra Originale
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