I racconti di Alda: La mamma si sposa
Non si vedevano da tre anni e ne erano entrambe dispiaciute, ma ora a preoccuparle era il motivo di quell’incontro.
“Sono felice di riabbracciarti” esordì Stella, “e mi dispiace sia passato tanto tempo dall’ultima volta che ci siamo viste, ma ti rendi conto di quello che sta accadendo? La cara Olga, ossia nostra madre, ci comunica che domani si sposerà, così, quasi a fatto compiuto, come se avesse temuto il nostro giudizio, io…”.
“O qualsiasi ingerenza da parte nostra” precisò Serena interrompendola “lei ha il diritto di fare le sue scelte senza necessariamente chiedere la nostra approvazione e noi abbiamo il dovere di rispettarle”.
“Tu e la tua eterna acquiescenza” ribattè Stella, “non cambi proprio mai. Nostro padre è morto da soli tre anni, rimane il fatto che siamo sue figlie e avremmo avuto il diritto di conoscere le sue intenzioni un po’ prima della vigilia delle nozze, visto che parli di diritti”.
Anche di doveri, pensò Serena, ma non rispose. Si erano incontrate alla stazione di Roma per proseguire poi insieme per Napoli dove viveva Olga e adesso erano sedute, una accanto all’altra sul treno. Mancava poco più di un’ora all’arrivo e Serena non aveva nessuna voglia di discutere. Aveva sofferto quando era morto il padre, tuttavia aveva intuito molto presto che il matrimonio dei loro genitori non era stato felice e più di una volta si era chiesta perché non si fossero separati, soprattutto quando lei si era stabilita a Milano.
Sia lei, sia Stella non si erano ancora sposate, nonostante avessero superato entrambe la trentina, anche lei si era sorpresa ricevendo la telefonata di Olga che le annunciava le sue nozze. Già, per il giorno dopo. Il suo disagio nasceva dalla consapevolezza di essere stata esclusa da una decisione presa da chissà quanto tempo e dall’estraneità che caratterizzava i loro rapporti. Tutte e tre si volevano bene ma, di fatto, s’ignoravano e vivevano la propria vita senza permettere a nessuna di loro di farne parte.
Olga aveva prenotato l’albergo a Napoli per entrambe e non le avrebbe incontrate prima della mattina dopo in chiesa, queste le disposizioni ed era proprio questo che rattristava Serena, mentre Stella temeva un colpo di testa da parte della madre.
Quando arrivarono in albergo provarono a telefonare ad Olga, ma sia il fisso, sia il cellulare suonarono a vuoto.
“A questo punto mi meraviglio che ci abbia invitate per la cerimonia” protestò Stella, “è chiaro che questo matrimonio nasconde qualcosa. Lui sarà uno di quei barboni di cui mamma si è spesso occupata, un ex detenuto, un derelitto, un…”.
Ancora una volta Serena la interruppe. “Non ce la vedo proprio la mamma che divide la sua casa, il suo letto e la sua vita con un barbone o un derelitto, lei così vanitosa, elegante, intellettuale, anche se è sempre stata molto generosa e attenta ai problemi dei meno fortunati. Stiamo calme, facciamoci un bel sonno, domani si vedrà. In ogni caso, quale che sia la sorpresa che ci ha preparato, noi non potremo farci niente”.
“Parli bene tu”, ribatté Stella e chissà che cos’altro voleva dire, ma Serena finse di essersi addormentata.
La mattina dopo, in chiesa, le due sorelle scoprirono subito che lo sposo era un ricchissimo industriale.
“E tu che immaginavi un barbone” rise Serena, “almeno da questo lato puoi stare tranquilla”.
Poi, prima di poter abbracciare la madre, videro entrare lo sposo.
“Ma non avrà più di trentacinque anni e lei ne ha sessanta – quasi urlò Stella assestando una violenta gomitata alla sorella “bisogna farla interdire, non c’è altra via d’uscita!”.
A quel punto entrò la sposa.
“Andiamole incontro” propose Serena “guardala, è bellissima e radiosa, lui ricco com’è non la sposa certo per interesse, lasciamola vivere, altro che interdizione”.
Si staccò da Stella, abbracciò Olga. “Auguri” le sussurrò. Forse quel matrimonio non sarebbe durato per sempre o forse sì. Serena pensava che la vita andasse vissuta anche mettendo in conto qualche rischio.
“Vorrei avere il suo coraggio” mormorò al fianco di Stella che ancora non si dava pace.
Più tardi, al ricevimento, tra un bicchiere di spumante e l’altro, mentre Stella, sempre più su di giri, parlava ancora d’interdizione, Serena pensava che la madre era l’unica che, con grande charme, sapeva sempre cogliere il meglio dalla vita. Quale che fosse il prezzo da pagare. Aveva sessant’anni eppure, di loro tre, era la più giovane.

