Impariamo a difenderci nel mondo del vino con i consigli di Francesco Nardi

Chi vive da anni nei complessi meandri del mondo del vino, non può non notare che ci sono infinite problematiche e insidie che gli renderanno l’esperienza non sempre piacevole e indolore. Imparare a difendersi e a prendere le dovute distanze è una necessità per riuscire a sopravvivere e lasciare che, finché è possibile, siano le cose buone a costruire i nostri ricordi.
Francesco Nardi, sommelier di lungo corso, comunicatore ad ampio spettro (ha scritto per Il Riformista, Europa Quotidiano, Il Corriere del Mezzogiorno, pubblicato “Senza se(X) e senza Ma(x)”, “S’ode a destra una squillo”, “Riformatorio Costituzionale”, “Tifosi. Dal calcio alla politica, gli italiani sugli spalti” ecc.), con un tocco d’ironia che aleggia in ogni capitolo di queste 186 pagine scorrevolissime e a tratti esilaranti, prova a scandagliare i comportamenti umani all’interno di questo mondo enoico e suggerisce come, dove e quando è fondamentale tirarsi fuori da derive che aleggiano in ogni contesto, persino laddove sembrano vivere gli aspetti migliori, le cose per cui vale la pena esserci.
La disamina è profonda e circostanziata, al punto che il nostro, nell’ultimo capitolo arriva all’inevitabile conclusione che bisogna imparare anche a difendersi da se stessi, impresa forse titanica ma doverosa.
Così entriamo nell’ambito dei corsi di sommelier, dei master, dei percorsi di avvicinamento, dei “camerieri di sala”, nel gioco malefico dei riconoscimenti olfattivi, nelle politicizzazioni del gusto – dagli esterofili ai patriottici ad oltranza -, dai collezionisti di bottiglie agli accumulatori seriali, dagli enochic ai “cafobevitori”, dagli estremisti del “solo vino naturale” ai patiti del “in vigna si fa tutto a mano”.
Ci sono poi coloro che se non mitizzano non sono felici, a caccia di guru e messia del vino; ma c’è anche l’importanza del linguaggio, strumento essenziale per farsi capire quando si racconta di vino, di vigneti, di vignaioli, e anche qui ci sono coloro dai quali è meglio prendere le distanze.
Come se non bastasse, un capitolo è dedicato al rapporto fra vino e media, entriamo nel mondo delle classifiche, delle guide, degli abusati e ingiustificati “vino migliore al mondo”, “migliore bianco d’Italia” ecc.
E vogliamo parlare delle star che si sono messe a (far) fare vino? Anche lì, e come potrebbe essere diversamente, si creano prese di posizione spesso ingiustificate, l’autore giustamente ricorda che il vino prima va sempre assaggiato, conosciuto, non è che debba essere per forza solo un’operazione commerciale senza alcun beneficio dal punto di vista qualitativo.
Il libro si legge piacevolmente, Francesco Nardi ha indubbiamente trovato il modo di “giocare” sulle contraddizioni e gli eccessi di questo mondo, senza mai appesantire la lettura, al contrario in numerose occasioni ci sono passi davvero divertenti (meraviglioso quello sul sommelier affetto dalla “sindrome del decanter”), ed è inevitabile riconoscersi in alcuni degli aspetti descritti (infatti l’autore è convinto che molti degli addetti ai lavori non prenderanno mai in considerazione questo libro); ammiro l’aplomb con cui Nardi racconta anche situazioni paradossali e, a volte, insopportabili. Ho letto il libro durante la mia breve vacanza estiva e devo dire che ha contribuito fortemente a farmi raggiungere quel senso di benessere di cui avevo grande bisogno da tempo. La pacatezza e la correttezza con cui l’autore tocca argomenti tutt’altro che banali è la chiave giusta con cui affrontarli, del resto lui stesso dichiara – e in questo lo apprezzo moltissimo, sfido chiunque a dire altrettanto di sé – di avere preso coscienza dei propri limiti di degustatore e di averne sofferto per quasi tre quarti d’ora 🙂
Roberto Giuliani
Come difendersi nel mondo del vino – Piccolo manuale di sopravvivenza
Di Francesco Nardi
Ed. NTS Media
prezzo 15 €

