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Volta di Bertinga 2015

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: 
@@@@@

Data degustazione:
07/2026


Tipologia: IGT Toscana Rosso
Vitigni: merlot
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: BERTINGA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 170 a 180 euro


Non potevamo che concludere con il Volta di Bertinga, ovvero il vino di punta prodotto da questa giovane azienda di Gaiole in Chianti che negli ultimi anni sta già facendo parlare molto bene di sé. Ricordiamo ai più che alla base del progetto troviamo due visionari e il frutto della loro esperienza, del loro intuito e soprattutto del loro entusiasmo: Maxim Kashirin e Anatoly Korneev, ovvero i fondatori di Simple. Stiamo parlando della nota azienda che dagli anni Novanta rappresenta, in Russia, le più pregiate firme del vino italiano e internazionale. Oltre a tutto ciò i nostri due protagonisti vantano una conoscenza del territorio toscano, e dei suoi vini, che ha pochi eguali. Ne parliamo in maniera ancora più approfondita qui (https://www.lavinium.it/garantito-igp-bertinga-la-nuova-via-di-sangiovese-e-merlot-in-toscana/)
Il primo passo concreto dell’azienda Bertinga è rappresentato dall’acquisizione dei vigneti nel 2015. Ebbene oggi parleremo proprio del Toscana Volta di Bertinga figlio della suddetta annata; la prima in commercio. Iniziamo col dire che trattasi di un merlot in purezza. La produzione annua varia dalle circa 15.000 bottiglie dell’annata in questione, alle 16.000 della 2016; riguardo la 2019 soltanto 6.925, a titolo d’esempio. Ciò dimostra il grande lavoro di selezione che viene fatto a seconda dell’andamento dei millesimi. Non vengono accettati compromessi insomma. Lo staff è capitanato dal direttore tecnico Elisa Ascani e dall’agronomo David Picci. L’azienda si avvale anche della consulenza del noto enologo Stéphane Derenoncourt, affiancato da Romain Bocchio. Riguardo l’annata 2015, indubbiamente calda pur tuttavia regolare, la raccolta è avvenuta a mano in cassette da 10 kg, con selezione dei grappoli sul tavolo di cernita. La fermentazione si è svolta in tini d’acciaio, mentre l’affinamento ha avuto luogo in barriques di rovere francese per circa 18 mesi; il vino è poi stato imbottigliato a luglio 2017.
Ad oltre undici anni dalla vendemmia ritrovo ancora una bella tonalità rubino acceso, intenso, profondo, ed un vino che denota estratto e media trasparenza. Lo avvicino al naso e la complessità del pellame-cuoio anticipa il ricordo di liquirizia dolce, caucciù e prugna matura, grafite e toni ferrosi/ematici. In bocca la morbidezza è pronunciata, intervallata qua e là da guizzi acidi e sapidi che ravviano l’insieme. La profondità è notevole, rapportata soprattutto all’assenza di peso o sovrastrutture inutili. Motivo che mi spinge ad attribuire la quinta chiocciola. Peposo toscano.

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