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Sassi Chiusi 2020

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: 
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Data degustazione:
07/2026


Tipologia: IGT Toscana Rosso
Vitigni: sangiovese 85%, merlot 15%
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: BERTINGA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 25 a 30 euro


Bertinga presenta questa volta il Toscana Sassi Chiusi 2020, le cui uve provengono da tutte e tre i vigneti aziendali situati a Gaiole in Chianti: Bertinga, Adine e Vertine. Un blend composto da 85% di uve sangiovese e 15% merlot. Un rosso che combina la potenza e la fresca “rusticità” delle marne calcareo-argillose relative al primo vigneto ciato, con la dinamicità e la complessità delle rocce calcaree relative agli ultimi due. L’annata 2020 è iniziata, in termini di ciclo vegetativo – s’intende – con una primavera abbastanza fresca, seguita da un’estate calda e lunga ma con buone escursioni termiche fra il giorno e la notte. Da sottolineare anche l’assenza di stress idrico grazie alle piogge di giugno e settembre. Tali presupposti hanno dato vita ad un millesimo da molti considerato ottimo, con vini che posseggono struttura ed al contempo equilibrio.
Riguardo il Sassi Chiusi 2020, le uve di ciascuna varietà sono state vinificate separatamente. La fermentazione e l’affinamento – per 12 mesi – del sangiovese si sono svolti in vasche di cemento, mentre il merlot in acciaio e barrique di terzo passaggio per un anno. Vengono infine assemblati, imbottigliati; segue ulteriore riposo di ben tre anni prima della commercializzazione.
Al mio cospetto ritrovo un vino color rubino con riflessi granata che, dopo lenta ossigenazione, squaderna profumi intensi di amarena, mora di rovo, liquirizia e una traccia ematica soffusa e allineata ad un comparto nettamente minerale. L’utilizzo del legno è stato calibrato davvero bene, non c’è che dire. Anche in bocca, la morbidezza data dalla percentuale esigua di merlot offre un sorso rassicurante, goloso, ricco di rimandi legati al terreno di Gaiole; ed è soprattutto la freschezza – per nulla banale – ad imporsi sul resto delle sensazioni, allietando il cosiddetto “finale di bocca” pronto a ricevere il sorso successivo. Lo trovo già molto equilibrato e soprattutto digeribile, motivo che mi spinge ad attribuire la quinta chiocciola. Bistecca alla fiorentina cotta sulla brace.

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