Statistiche web

Verdeca Alture 2022

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione:
@@@@
Data degustazione:
01/2025


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: verdeca
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: PAOLOLEO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 12 a 15 euro


Qualche tempo fa abbiamo pubblicato un articolo dedicato alla storia di Paolo Leo, titolare dell’omonima cantina situata a San Donaci (BR). Successivamente abbiamo recensito diversi prodotti della gamma, per così dire, classica dell’azienda; ora è tempo di dedicare la massima attenzione a cinque etichette facenti parte della linea Alture. Come si evince dal nome, questi vini nascono da uve allevate ad un’altitudine maggiore rispetto al resto del corpo vitato. Si va dai 350 ai 380 metri sul livello del mare. L’obbiettivo è quello di restituire tutto il potenziale della Valle d’Itria, mediante un calice di vino prodotto esclusivamente con uve autoctone pugliesi. Quest’ultima, ubicata nella cosiddetta Puglia centrale, rimane a cavallo tra la città di Bari e le province di Brindisi e di Taranto. Iniziamo dal primo dei cinque vini previsti: un bianco da uve verdeca in purezza allevate a guyot. Deve il nome al colore verdolino dei suoi acini, inoltre è la cultivar autoctona a bacca bianca più allevata all’interno della regione. L’origine pare sia greca e in Valle d’Itria è largamente diffusa.
In vigna la resa è pari a 4.500 piante per ettaro e 1,8 kg di uva per pianta. Ci troviamo a 350 metri sul livello del mare e la vendemmia viene solitamente svolta tra la fine di settembre e inizio ottobre. L’uva sosta una notte in cella frigo con temperature sotto lo zero (criomacerazione pellicolare di 20 ore), viene diraspata e pigiata, segue una breve macerazione a freddo ed una successiva pressatura soffice delle vinacce. Il vino affina tre mesi in serbatoi di acciaio prima dell’imbottigliamento.
Tinta paglierino caldo con sfumature verdoline, media consistenza. Il timbro olfattivo è fresco, spigliato, altresì privo di toni eccessivamente maturi; distinguo pur tuttavia il bergamotto, l’ananas croccante e una serie di pennellate floreali che vanno dal gelso alla mimosa, impreziosite da accenti minerali. L’impatto gustativo è di media intensità, l’acidità notevole, mostra per l’appunto tutto il potenziale di queste vigne allevate in altura; guizzi sapidi impegnano il palato e la chiusura è nettamente ammandorlata. Un gran bel vino dall’ottimo rapporto qualità prezzo. Quattro chiocciole. Cavatelli con ragù bianco di polpo.

Lascia un commento

Pulsante per tornare all'inizio