Ribolla Gialla 2023
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2024
Tipologia: IGT bianco
Vitigni: ribolla gialla
Titolo alcolometrico: 12%
Produttore: ATTEMS
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 11 a 14 euro
Ecco un’altra etichetta prodotta da Attems, cantina di Capriva del Friuli (GO) in mano alla Famiglia Frescobaldi da oltre vent’anni, che mi ha convinto in quanto a fedeltà nei confronti del varietale allevato principalmente all’interno del territorio friulano. La ribolla gialla è un’uva piuttosto versatile che ben si presta a differenti categorie di vino: spumanti metodo Charmat, bianchi secchi freschi e profumati o da lungo affinamento; financo i cosiddetti “macerati” che appassionano i cultori del genere e non solo. Chi segue Lavinium da un po’ di anni avrà già avuto modo di apprendere le peculiarità di quest’azienda, ivi comprese svariate etichette recensite.
Continuiamo dunque a raccontare la gamma di Attems mediante il Venezia Giulia Ribolla Gialla 2023. L’annata in questione è iniziata con un gennaio piovoso ed un febbraio asciutto e freddo. L’evoluzione della fine dell’inverno e l’inizio primavera è stato favorevole così da far germogliare uniformemente la ribolla gialla delle piane attorno al 13 aprile. La primavera, caratterizzata da piogge frequenti, ha reso piuttosto complicato l’avvio del classico sviluppo vegetativo. La selezione certosina dei germogli, il mantenimento più prolungato dei sovesci ed una buona ventilazione nelle giornate asciutte, hanno contribuito a mantenere il vigneto in un buono stato sanitario. L’estate è stata calda ma mai torrida, con diversi fenomeni piovosi più o meno intensi che hanno periodicamente reidratato il terreno. In vigna Attems ha praticato una leggera defogliazione, nei vigneti di ribolla gialla, così da evitare i ristagni di umidità e favorire la maturazione. I grappoli alla raccolta presentavano una bella colorazione dorata, un contenuto zuccherino leggermente più basso della media e una buona concentrazione in acido malico.
I vigneti sono dislocati tra le piane ed i pendii della provincia di Gorizia ad una altimetria media di 60 m s.l.m. Ritroviamo terreni originatesi da depositi alluvionali e da azione fluviale, ricchi in sabbia e ciottoli, ben drenanti. Gli impianti risalgono al 2000, si ha una resa per ettaro pari a 90 quintali. La vendemmia manuale è avvenuta durante l’ultima decade di settembre.
Riguardo la vinificazione, il mosto ricavato dalla soffice pressatura delle uve viene lasciato decantare per 24-48 ore. Inizia successivamente, su mosto limpido, la fermentazione alcolica, condotta a 15°C per 20 giorni. La vinificazione è svolta in recipienti d’acciaio, mantenendo i vini a basse temperature, evitando quindi la fermentazione malolattica. Dopo la fermentazione il vino sosta per quattro mesi sulle fecce nobili che vengono regolarmente messe in sospensione.
Paglierino vivace, solare, media consistenza. Il timbro olfattivo è vivo, cangiante e ricco di spunti floreali che fanno pensare al pascolo d’alta montagna, impreziosito da suggestioni di tarassaco, mela Granny Smith, cedro, miele millefiori e una scia di calcare e smalto che piano piano diviene protagonista. In bocca l’attacco è deciso, privo di sbavatura e d’alcol percepito. La sapidità in questa fase è protagonista ma la freschezza non latita assolutamente; secondo la mia esperienza quest’ultima rimonterà con qualche anno in più di affinamento. Un buon vino che a tavola trova spazio affianco a primi piatti di pesce, soprattutto a base di crostacei.