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Mandrolisai Rosso Superiore Kent’Annos 2021

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2024


TipologiaDOC rosso
Vitigni: cannonau, muristeddu, monica
Titolo alcolometrico: 15%
Produttore: CANTINA DEL MANDROLISAI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 15 a 18 euro


Saliamo di un gradino ed approdiamo alla categoria Superiore della Doc Mandrolisai Rosso. Questa volta l’annata in questione del Kent’Annos è la 2021, e devo ammettere che il suddetto millesimo negli ultimi tempi sta regalando soddisfazioni un po’ in tutt’Italia. Il vino in questione viene prodotto mediante assemblaggio di uve cannonau, muristeddu (o bovale sardo) e monica, allevate ad alberello tradizionale o modificato con l’ausilio di tutori specifici all’interno delle terre del Mandrolisai; trattasi di vigne posizionate in alta e media collina. I terreni godono di una particolare costituzione di disfacimento granitico che conferisce al vino rotondità ed equilibrio già a pochi mesi dall’imbottigliamento, pur tuttavia – mediante ulteriore affinamento – la complessità aumenta e di conseguenza a mio avviso anche la qualità.
La vendemmia avviene di norma durante la prima decade del mese di ottobre. Macerazione con rimontaggi e follature, invecchiamento in botti di rovere per 12 mesi e ulteriore affinamento in bottiglia prima della messa in vendita. Indubbiamente l’apporto del legno, ben calibrato s’intende, dona maggior struttura, profondità e conferisce al vino profumi intriganti che evolvono nel bicchiere.
Osservandolo in controluce ritrovo un bel rubino intenso, e luminoso, con unghia granato. La consistenza non passa inosservata. Nell’ordine: amarena matura, mirtillo nero e liquirizia, terriccio umido ed eucalipto con incursioni di macchia mediterranea e un curioso accento di canfora.
Ne assaggio un sorso e non posso che constatare la stazza del vino, da non intendersi in termini di eccessiva struttura e peso, semmai di profondità, equilibrio e persistenza. Rimane incollato al palato per parecchio tempo e l’acidità, in parte riconducibile al frutto descritto, lo rende piacevole e per nulla ridondante. Quattro chiocciole ad un passo dalla quinta. Agnello in umido con cipolle e zafferano, mantecato in chiusura con uovo sbattuto. Ricetta sarda che amo immensamente.

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