Maiolica 2021
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2024
Tipologia: IGT Rosso Terre di Chieti
Vitigni: maiolica
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: TOLLO – Cantina Tollo
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 12 a 15 euro
Ancor prima di affrontare il discorso sul vitigno abruzzese dimenticato dal curioso nome maiolica, occorre spendere due parole in favore di un’etichetta a dir poco stupenda che rappresenta in parte questo vino. La stessa si ispira alle tavelle della chiesa di San Donato di Castelli, definita da Carlo Levi la Cappella Sistina della Maiolica. Cantina Tollo, da oltre sessant’anni, si fa portavoce di una serie di perle enologiche in grado di far brillare la viticoltura della regione in tutto il mondo.
Il Maiolica IGT Terre di Chieti è tra le ultime (ri)scoperte e viene prodotto mediante uve dell’omonima varietà autoctona, quest’ultima rilanciata proprio grazie al lavoro del gruppo teatino con sede a Tollo. La maiolica è di fatto un vitigno un tempo coltivato in Abruzzo e successivamente abbandonato. Già nel Bollettino Ampelografico del 1875 ritroviamo alcune tracce, inoltre è stato citato anche dal Sannino nei Vitigni Abruzzesi – Annuario Generale per la Viticoltura e l’Enologia del 1892. Il recupero della varietà è stato possibile grazie al lavoro di Cantina Tollo, coadiuvata dall’instancabile impegno della banca del germoplasta dell’Istituto Sperimentale di Viticoltura di Conegliano Veneto (TV). Tra le prime aziende a ricevere le barbatelle impiantate nel 2019, l’annata dell’esordio è la 2021, la stessa che mi appresto a descrivere.
Le vigne sono ubicate nei versanti più vocati della provincia di Chieti, la vendemmia avviene durante la seconda metà di settembre. In cantina si parte da una fermentazione alcolica in serbatoio di acciaio inox a temperatura controllata delle uve, in parte pigiate ed in parte a grappolo intero. Si prosegue mediante la fermentazione malolattica ed affinamento in acciaio ed anfora in terracotta. Il vino viene imbottigliato senza chiarifica né filtrazione.
Il colore è un bel granato di media trasparenza e spiccata luminosità. Il respiro è accattivante: frutti rossi di bosco spremuti tra cui fragolina e ribes, toni erbacei e floreali tra il peperone verde e il geranio selvatico con incursioni di terriccio bagnato e pepe nero; chiusura che richiama in parte la macchia mediterranea.
Ne assaggio un sorso e ciò che stupisce è l’integrità del succo, una bella corrispondenza fruttata su un corpo medio dotato di una trama tannica praticamente ricamata a mano. Un vino elegante che conduce ad una buona profondità gustativa senza precludere in alcun modo l’aspetto legato alla bevibilità. Quattro chiocciole ben nutrite in egual misura al piatto abbinato per l’occasione: pasta al forno, preparata con ragù di carne, uova sode, melanzane, piselli e pecorino primo sale.