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Lacrima di Morro d’Alba Fiore 2022

Lacrima di Morro d’Alba Fiore 2022 LucchettiDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2024


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: lacrima
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: LUCCHETTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 9 a 12 euro


Veniamo al vitigno lacrima, il protagonista indiscusso della produzione vitivinicola della Cantina Lucchetti di Morro d’Alba (AN). Già il nome del comune è parte della DOC per l’appunto Lacrima di Morro d’Alba, istituita nel 1985. Oltre al comune sopracitato è possibile allevare la nota cultivar marchigiana in tutto il territorio dei comuni di Belvedere Ostrense, Monte S. Vito, Ostra, S. Marcello e Senigallia; con esclusione dei versanti delle colline del comune di Senigallia prospicienti il mare e dei fondi valle.
Le origini sono incerte, tuttavia è possibile asserire con precisone che le sue peculiarità erano già riconosciute nel territorio regionale nella seconda metà del diciannovesimo secolo. Lo dimostra il fatto che alcuni scritti inseriti nel volume “La esposizione ampelografica marchigiana-abruzzese tenuta in Ancona il settembre 1872 e studi sulla vite e sul vino della provincia anconitana”, pubblicato nel 1873, menzionano il vitigno lacrima e parlano di uno studio condotto su diversi campioni di foglie e di grappoli raccolti in differenti aree delle Marche.
Tra le cose più importanti da ricordare vi è il fatto che le bacche di lacrima, caratterizzate da una buccia spessa e ricca di polifenoli, durante la fase di piena maturazione arrivino quasi a lacerarsi lasciando “lacrimare” il mosto in esse contenuto. Pare che il nome derivi appunto da questa particolarità. Durante la fase di fermentazione inoltre le uve rilasciano parecchi antociani responsabili del colore intenso del vino, oltre ai tannini e ai polifenoli. Quest’ultimi è possibile tradurli in sostanze aromatiche tra cui il geraniolo, che conferisce il piacevole profumo, e dunque ricordo, di rosa al vino Lacrima di Morro d’Alba.
Il Fiore 2022, etichetta “d’ingresso” della gamma proposta da Cantina Lucchetti, è stato prodotto per la prima volta nel 1991. Le uve, allevate a guyot, crescono rigogliose su terreni di medio impasto tendente all’argilloso a circa 180/220 m.s.l.m. La resa si attesta attorno ai 9.000 kg di uva per ettaro, le vigne hanno 20/25 anni d’età. Raccolta manuale a fine settembre, pigiatura soffice della materia prima e fermentazione svolta da lieviti indigeni, in acciaio inox, a temperatura controllata con rimontaggi giornalieri. La macerazione dura 14 giorni e la malolattica è svolta naturalmente. L’affinamento, sempre in acciaio, dura tre mesi più altri 90 giorni di risposo in bottiglia prima della vendita. Trama cromatica piuttosto marcata, un bel rubino con riflessi violacei e media consistenza. Il naso richiama inizialmente un potpourri di rosa e geranio selvatico, accompagnato da un mix di frutti rossi e amarena ancora ad uno stadio di piena vigoria. La spezia non tarda ad arrivare: dolce, sinuosa, i toni sono stimolanti e richiamano il pepe rosa e il chiodo di garofano; con lenta ossigenazione emerge un ricordo di terriccio bagnato e una lieve folata balsamica di eucalipto. Gran bel naso: cangiante, stratificato, la materia è viva più che mai.
Anche in bocca non è da meno. Nonostante la giovane età la sinergia tra morbidezza, succo, tannino e progressione gustativa si muovono quasi cronometricamente, regalando un sorso piacevole, spensierato, tuttavia non privo di persistenza. Fino ad ora la gamma di vini di Paolo Lucchetti ha mostrato un filo conduttore dove la pulizia, e precisione dei profumi, va di pari passo con l’armonia gustativa. Quattro chiocciole. Coniglio porchettato con patate arrosto.

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