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Maremma Toscana Ciliegiolo Capoccia 2022

Maremma Toscana Ciliegiolo Capoccia 2022 Vignaioli del Morellino di ScansanoDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 01/2024


TipologiaDOC Rosso
Vitigni: ciliegiolo
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: VIGNAIOLI DEL MORELLINO DI SCANSANO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 8 a 12 euro


Il Ciliegiolo appartiene a quella categoria di vini che berrei sempre. Principalmente allevato in Toscana, Umbria e levante ligure, stupisce per la sua leggiadria gustativa, ariosità di profumi ed eleganza cromatica. Indubbiamente nel mondo del vino conta molto il gusto personale, guai se non fosse così. Oggigiorno la mia preferenza è orientata verso vini che stupiscono per finezza, austerità e silhouette – più che muscoli e alcol – e, ammesso che ogni cultivar possegga le proprie caratteristiche, nel bene e nel male, alcuni vitigni si avvicinano maggiormente alle peculiarità sopradescritte.
Ho riscontrato tutto ciò degustando il Maremma Toscana Ciliegiolo Capoccia 2022, prodotto dalla Cantina Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano con sede a Saragiolo (GR). Si narra che il ciliegiolo in Italia fosse stato importato dalla Spagna verso la fine dell’Ottocento, le origini tuttavia sono incerte. Prende il nome dall’aroma spesso intenso di ciliegia e dal suo colore. Fortunatamente ad oggi svariati produttori lo vinificano in purezza, o in prevalenza come nel caso dei Vignaioli del Morellino di Scansano (85%), spesso in acciaio per esaltare le peculiarità del vitigno. Storicamente invece è stato quasi sempre impiegato nel classico taglio con il sangiovese, o con vini poco alcolici e asprigni, le sue doti di morbidezza e alcolicità donano equilibrio al vino.
La forma del grappolo è di medie dimensioni e di forma piramidale mediamente allungata, ha buona vigoria e matura precocemente. In Toscana ha trovato un felice habitat per via del fatto che l’umidità è limitata e i terreni sono fertili, oltre al fatto che il clima è spesso caldo e secco. Le uve impiegate per la produzione del Ciliegiolo Capoccia 2022 vengono allevate a cordone speronato. Le vigne hanno 10-15 anni d’età e sono posizionate ad un’altitudine che varia tra 100 e 300 metri s.l.m. La densità d’impianto è pari a 3500 / 4500 ceppi per ettaro. In tema di vinificazione si parte da una macerazione a caldo (35°C) per 12 ore, segue fermentazione a temperatura controllata (max 27°C). La svinatura viene effettuata dopo 4 giorni di mosto a contatto con le bucce. Fermentazione malolattica e affinamento in acciaio per tre mesi con le fecce fini, più altri 3 in bottiglia prima della messa in vendita.
Il vino mostra eleganza sin dal colore, un bel rosso rubino attraversato da venature fucsia/ciclamino; risulta luminoso e vivace. Al naso offre ricordi di frutta matura, i toni esausti sono lontani anni luce, al contrario la ciliegia e il ribes nero risultano “croccanti” e pieni di vitalità. Anche la parte floreale fa la sua comparsa dipingendo un quadro aromatico spigliato e cangiante: geranio selvatico, rosa rossa e un richiamo alla spezia dolce; in chiusura avverto una traccia balsamica rinfrescante e sottile.
Ciò che amo del Ciliegiolo, e del Capoccia in particolare, è soprattutto la parte gustativa che si differenzia in tema di struttura e succo; un assetto perfettamente bilanciato tra acidità, sale e progressione. Il tutto in totale assenza di alcol percepito. La bevibilità è dunque assicurata, così come le quattro chiocciole. Cacciucco alla maremmana.

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