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Barbera d’Alba Anna 2021

Barbera d'Alba Anna 2021 Pasquale PelisseroDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2023


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: PASQUALE PELISSERO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 11 a 14 euro


La Barbera è il vino che vorrei sempre bere. Mi spiego meglio. Capita talvolta di preparare piatti della cucina italiana utilizzando ingredienti che non sempre vanno d’accordo con il famigerato tannino del nebbiolo, soltanto a titolo d’esempio. Il Barbera oltre a possedere classe ed eleganza, spesso grazie ad un corredo di profumi floreali e di frutti di bosco, è dotato di buona acidità; l’assenza di un tannino significativo, inoltre, agevola non poco l’abbinamento con piatti dove il pomodoro è protagonista, e in Italia non manca quasi mai all’interno delle ricette, è risaputo. D’altronde se non lo utilizziamo noi in cucina, avendo la fortuna di allevarne tra i più buoni al mondo, chi altro dovrebbe farlo? Il celebre vino citato da Giorgio Gaber inoltre è sempre stato protagonista delle tavole piemontesi: utilizzato come vino da pasto e al contempo, scelto opportunamente in cantina s’intende, il vino della festa.
Alla stregua del Dolcetto, in passato, sono stati fatti errori di valutazione da parte dei produttori che hanno provato a produrlo facendo finta fosse un nebbiolo; errore piuttosto grave, perché così facendo gran parte del carisma della nota cultivar piemontese non riusciva ad emergere. Tutto ciò lo sa bene Ornella Pelissero che produce il Barbera d’Alba Anna a Neive, sfruttando vigne che hanno trent’anni d’età. Filari situati a 300 metri sul livello del mare, esposti a sud-ovest, e caratterizzati da un terreno ricco di marne e calcare. La resa è pari a 5000 ceppi per ettaro. Vinificazione tradizionale con fermentazione di 15 giorni in acciaio a temperatura controllata, malolattica svolta e affinamento in botti grandi per un anno. Viene imbottigliato ad agosto.
Rubino vivace, profondo, estratto in bella evidenza. Un naso che disegna linee tonde, curve sinuose dove la frutta è ben matura e richiama: amarena, prugna, mora, oltre ad un ricordo di grafite, pepe rosa e noce moscata; con lenta ossigenazione suggestioni di sottobosco ed eleganti effluvi balsamici in chiusura. In bocca prevale una sensazione di particolare equilibrio nonostante la giovane età del vino: la freschezza non latita affatto, tuttavia il timbro è a vantaggio di una certa densità gustativa che a mio avviso andrà a diluirsi naturalmente col trascorre del tempo. Al momento sono 4 chiocciole e tanta voglia di abbinarlo a un piatto di tajarin al ragù alla langarola.

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