Sauvignon Sesto 21 2022
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 08/2023
Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: sauvignon
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: CASATA MERGÈ
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 18 a 22 euro
Un Sauvignon de Roma? E perché no? Se c’è un vitigno che ha sempre prodotto reazioni contrastanti, questo è proprio lui, quello che abbiamo imparato a conoscere per via del sentore detto di pipì di gatto, che poi è il bosso, perché io con i gatti ci sono cresciuto e vi assicuro che l’odore è molto diverso, nelle femmine è leggerissimo mentre nei maschi è più spiccato ma non ha tutta questa somiglianza; è dovuto alle metossipirazine (in particolare la molecola 4-methyl-4-mercaptopentan-2-one). Dov’è l’errore? Nel credere che il sauvignon abbia queste caratteristiche sempre e comunque. In realtà l’esaltazione dei profumi vegetali si ha durante l’invaiatura, più le uve sono raccolte “acerbe” e più manterranno queste caratteristiche, mentre se giungono a piena maturazione la parte vegetale si riduce fortemente, lasciando maggiore spazio al frutto.
E qui entrano in gioco le scelte dell’uomo, così avremo sauvignon spiccatamente verdi oppure più maturi e, quindi, con differenti caratteri espressivi (un esempio esaltante in questa direzione lo abbiamo con il Voglar di Peter Dipoli).

In questo 2022, della linea Sesto 21 (la stessa del Frascati Superiore Riserva), ci si trova nel mezzo: le note di salvia, foglia di pomodoro, sambuco, bosso, ci sono, ma non invadono il campo, bensì si fondono con la parte fruttata, che qui richiama il pompelmo, il cedro, il mandarino giallo.
All’assaggio troviamo una situazione speculare, tutta l’intensità del noto vitigno semiaromatico ma ben direzionata sulla piacevolezza di frutto, con una bella acidità a dare slancio al sorso.
Un vino a mio avviso riuscito, fresco e sapido, con una persistenza notevole e un corpo tutt’altro che evanescente, in grado di dare grandi piaceri anche agli amanti della cucina vegetariana, e dico vegetariana e non vegana, perché il formaggio di capra ci deve stare, su questo non si discute! Quattro chiocciole molto abbondanti.