Montello Asolo Merlot Falconera 2018
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@
Data degustazione: 03/2023
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: merlot 95%, malbec 5%
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: LOREDAN GASPARINI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 15 a 20 euro
Spesso ripenso a quanti luoghi comuni gravitino ancor oggi attorno al mondo del vino. Celebre la frase di Paul Giamatti nel film Sideways diretto nel 2005 da Alexander Payne: “Se ordinano Merlot mi alzo e me ne vado, io non bevo nessun cazzo di Merlot!”. Tempi addietro anch’io la pensavo così, non tanto sul vitigno citato che ha una platea nutrita di appassionati, in generale, snobbando tutto ciò che non incontrava i miei gusti.
Fortunatamente, come spesso accade, l’esperienza insegna. La formula è piuttosto semplice: più un vitigno è diametralmente opposto ai nostri gusti, maggiore sarà la ricerca da dover compiere allo scopo di scovare la bottiglia giusta, quella che, anzi, ci sorprenderà proprio perché non ce l’aspettiamo. Il merlot per un buon 95% così come il malbec, 5%, le due cultivar che stanno alla base del Montello Asolo Merlot Falconera 2018 di Loredan Gasparini, sono due vitigni autoctoni francesi che nel territorio del Montello, in provincia di Treviso, hanno trovato felice habitat, un luogo in grado di esprimere tutta la rotondità del frutto contrapposta ad una freschezza che funge da contraltare.
I vini da queste parti acquisiscono profondità e spessore grazie a terreni argillosi ricchissimi di ferro, lo stesso che determina il tipico colore rosso, e componenti minerali molto importanti per la vite. Il Falconera 2018, nome del vigneto in questione situato a Volpago del Montello (TV), fermenta in acciaio per poi affinare 12 mesi in botti di rovere di Slavonia, più altri 8 in cantina prima della messa in vendita.
Trama cromatica piuttosto cupa, profonda, un bel rubino con nuances porpora, media consistenza. Naso incentrato dapprima su toni fruttati maturi: ribes nero, amarena e prugna, cui fa eco un accento balsamico di mentolo e una flebile trama speziata che ben presto diviene liquirizia e terriccio umido.
In bocca la consueta morbidezza del frutto, tipica del merlot, ben bilanciata da una vena sapida e una freschezza mai in secondo piano. Il centro bocca è di medio spessore, così come la gittata; alcol ben digerito, è un vino che scivola con disinvoltura, non troppo impegnativo e particolarmente indicato su primi piatti a base di carni bianche e rosse mediamente elaborati.