Valpolicella Classico Superiore Ripasso Pariondo 2018
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2023
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: corvina veronese 65%, rondinella 25%, corvinone 10%
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: BRUNELLI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 16 a 22 euro
Le tradizioni rappresentano la traccia di un antico vissuto, il trait d’union fra passato e presente, a volte vengono surclassate dal nuovo, dai cambiamenti sociali e ambientali, dalle tecnologie. Il ripasso è certamente un’usanza che ha radici lontane, addirittura dai tempi dei Romani.
Ma senza arrivare tanto indietro, se pensiamo al recente ventesimo secolo, possiamo dire che allora, soprattutto prima dell’industrializzazione, il vino aveva un ruolo importantissimo, veniva bevuto quasi più dell’acqua perché dava nutrimento a chi si spaccava la schiena nei campi. A quel tempo si doveva produrre tanta uva, non certo per arricchirsi, ma perché la quantità era necessaria per il sostentamento delle famiglie; il vino era certamente più diluito, poco alcolico, di breve durata e spesso andava incontro a ossidazioni, eccessi di acido acetico e molto altro. Da qui l’escamotage della pratica del ripasso, allora fatto sulle vinacce del Recioto (oggi molto più frequentemente su quelle dell’Amarone) per estrarre più sostanza, alcol e tutte le componenti utili per dare corpo, struttura e sapore al vino.
Oggi, che i metodi di allevamento in vigna sono orientati a basse produzioni per pianta e, anche per via del clima sempre più caldo e siccitoso, le gradazioni che si raggiungono sono fin troppo elevate, la tecnica del ripasso viene effettuata in modo più attento, badando a mantenere un certo equilibrio nel prodotto finale.
Il Pariondo (ex Pa’ Riondo), vino che in casa Brunelli si fa praticamente da sempre, non supera i 14 gradi, un’ottima alternativa al più impegnativo Amarone (anche nel prezzo); la versione 2018 ha un colore rubino vivace e non profondo, la luce lo attraversa senza difficoltà, mentre il bouquet esprime una piacevole trama fruttata che richiama l’amarena, la ciliegia, il gelso, in un’atmosfera non dolciastra ma fresca e piacevole, dove si aggiungono guizzi di cacao e spezie camaldolesi.
L’assaggio conferma un perfetto equilibrio fra materia, alcol e acidità, che rendono il vino assolutamente godibile, con un tessuto tannico calibrato e un ritorno di frutta e spezie che mette appetito e chiama la mitica e veronesissima pastissada de caval.