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Falanghina del Sannio 2020

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 07/2022


Tipologia: DOC bianco
Vitigni: falanghina
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: ROSSOVERMIGLIO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 11 a 15 euro


Non ho mai capito perché la falanghina è sempre stata considerata da molti un’uva secondaria rispetto a fiano e greco. Premesso che ho avuto la fortuna di assaggiare ottime falanghine con più di 15 anni sulle spalle, ho sempre avuto il sospetto che il problema è dovuto all’uomo; perché la natura non mette lì delle cose per caso, se commette errori quelle specie o varietà spariscono o si trasformano per adattarsi.
Allora siamo davvero sicuri che esistano dei vitigni di serie a, b, c? O semplicemente non abbiamo saputo ancora come valorizzarli, a volte condizionati da barbatelle prodotte in serie con caratteristiche specifiche e non frutto di un acclimatamento in loco? Quanti vitigni si stanno riscoprendo ogni giorno, un tempo abbandonati e oggi desiderati più che mai?
Miei cari, io non ho dubbi, ogni varietà ha un proprio valore, si tratta solo di comprenderlo e favorirlo.
Detto questo la falanghina di Rossovermiglio nasce in una terra tradizionalmente vocata, il Sannio beneventano, Piero Verlingieri non si è messo lì a inventarsi trucchi e imbrogli, ha certamente fatto una selezione clonale tra i due vigneti di contrada Pianella e contrada Iettacore, ha assecondato in pianta le sue esigenze e ha vinificato con attenzione: dopo la raccolta i grappoli vengono fatti raffreddare, solo allora si staccano gli acini dai raspi, qui avviene la selezione di quelli perfettamente integri, dopodiché si passa alla pressa, che agisce delicatamente; il mosto ottenuto viene fatto decantare staticamente per 2 giorni, poi acciaio inox, quattro mesi sui lieviti e qualche mese di bottiglia.
Il risultato? Un colore paglierino intenso e luminoso, note di biancospino, ginestra, fiori di campo, poi susina, leggero agrume, albicocca, uva pizzutello, fieno.
All’assaggio si esprime con energia, buona freschezza e una base sapida piacevole che accompagna un frutto maturo, anche nella sua forma agrumata, quindi non spigoloso o acidulo bensì in ottimo equilibrio di sapore. Non manca di persistenza e il finale lascia trasparire anche qualche erba aromatica.
Lo abbinerei a un buon piatto di paccheri con polpo e pomodorini gialli del Piennolo.

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